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"L'Ucraina non cederà mai a quello che tutti riconoscono come un brutale passato coloniale, è una cosa che non può essere più imposta a nessuno oggi, men che meno all'Ucraina". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando all'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. "Voglio una pace vera per il mio popolo e una pace giusta. È per questo che chiedo il vostro sostegno", ha aggiunto, "non dobbiamo permettere che ci sia una quarta, quinta fase di questa guerra russa e vogliamo poter dire chiaramente che la guerra è finita". UN (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Zelensky all'Onu: "Vogliamo pace vera, non accordo imposto"

"Potrei parlare per ore di Micheal Jackson, sono stata una grandissima fan di Micheal Jackson e non ho scherzato ieri quando ho detto 'my english teacher', perché io ho iniziato a cimentarmi con l'inglese per tentare di capire cosa dicessero i testi della sua canzone, quindi lo ringrazierò a lungo per avermi aiutato a parlare dignitosamente l'inglese". Così la premier Giorgia Meloni in un punto stampa a New York torna sulla sua passione per Jacko, citato ieri durante la premiazione all'Atlantic Council. La canzone preferita? "La mia preferita è 'man in the mirror', quella che ho citato ieri". Andando via, qualche cronista scherza: "Presidente, ora deve fare il moonwalking", lei ride divertita e risponde: "No, non so' capace...". (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni scherza sulla sua passione per Micheal Jackson: "Faccio il moonwalking? Non so' capace"

A Gaza il diritto di difesa è stato trasformato in diritto di vendetta. Lo ha detto il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, durante il suo discorso di apertura della 79ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, in corso a New York, sottolineando inoltre che ciò "impedisce un accordo sul rilascio degli ostaggi e rinvia il cessate il fuoco". A Gaza e in Cisgiordania, ha proseguito il leader brasiliano, "stiamo assistendo a una delle più grandi crisi umanitarie della storia recente, che ora si sta pericolosamente estendendo al Libano" e "quella che era iniziata come un'azione terroristica di fanatici contro civili israeliani innocenti è diventata la punizione collettiva dell'intero popolo palestinese, con più di 40 mila morti, la maggior parte donne e bambini". UN (Alexander Jakhnagiev)

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Lula (Brasile): "A Gaza diritto di difesa Israele trasformato in diritto di vendetta"

Alcune cose sono più importanti che restare al potere". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che nella parte conclusiva del suo ultimo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha fatto riferimento alla sua decisione di abbandonare la campagna per la rielezione alla Casa Bianca. "Essere presidente è stato l'onore della mia vita", ha affermato Biden, assicurando che "c'è ancora molto che voglio fare". Poi ha aggiunto: "Per quanto ami il mio lavoro, amo di più il mio Paese e ho deciso, dopo 50 anni di servizio pubblico, che è tempo che una nuova generazione di leader guidi la mia Nazione". "Cari leader, non dimentichiamo mai che alcune cose sono più importanti che restare al potere. È il vostro popolo che conta di più - ha concluso - Non dimenticatelo mai, siamo qui per servire le persone, non il contrario. Quella è l'anima della democrazia". UN (Alexander Jakhnagiev)

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Biden: Alcune cose più importanti che rimanere al potere, è ora di nuova generazione

La guerra di Putin in Ucraina è fallita" ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden intervenendo all'Assemblea dell'Onu. "Il mondo, ha aggiunto Biden, deve scegliere se mantenere il sostegno all'Ucraina o allontanarsi da quella aggressione, ma la mia risposta è che non cesseremo di sostenere l'Ucraina Un (Alexander Jakhnagiev)

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Biden: "La guerra di Putin in Ucraina è fallita, non cesseremo sostegno a Kiev"

"Voglio ribadirlo ancora una volta, il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa, è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta. Una disperazione sulla quale lucrano organizzazioni di criminali senza scrupoli sempre più potenti e ramificate. Proposi un anno fa, da questo stesso podio, di dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani, e sono felice che quell’appello non sia caduto nel vuoto, e che in primis a livello G7 si sia trovata l’intesa per dare vita ad un coordinamento internazionale per smantellare queste reti criminali. Ma bisogna fare di più. Le Nazioni Unite devono fare di più, perché queste organizzazioni criminali stanno riproponendo, sotto altre forme, una schiavitù – intesa come mercificazione dell’essere umano – che questa Assemblea, in altri tempi, ebbe un ruolo fondamentale nel debellare definitivamente. Non si torna indietro. Sconfiggere gli schiavisti del Terzo millennio è possibile, e possiamo farlo se uniamo le forze, con una maggiore cooperazione e iniziative congiunte tra le nostre Forze di polizia, i servizi di intelligence e le autorità giudiziarie, e adottando la formula “follow the money”. Una intuizione di due grandi giudici italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che è diventata un modello, anche a livello internazionale, per contrastare le organizzazioni criminali. È un metodo con il quale l’Italia intende rafforzare la sua cooperazione anche con le Nazioni dell’America Latina". Così Giorgia Meloni all'Onu. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni all'Onu cita Falcone e Borsellino: Usiamo loro metodo per combattere trafficanti di migranti

"Vglio ribadirlo ancora una volta, il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa, è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta. Una disperazione sulla quale lucrano organizzazioni di criminali senza scrupoli sempre più potenti e ramificate. Proposi un anno fa, da questo stesso podio, di dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani, e sono felice che quell’appello non sia caduto nel vuoto, e che in primis a livello G7 si sia trovata l’intesa per dare vita ad un coordinamento internazionale per smantellare queste reti criminali. Ma bisogna fare di più. Le Nazioni Unite devono fare di più, perché queste organizzazioni criminali stanno riproponendo, sotto altre forme, una schiavitù – intesa come mercificazione dell’essere umano – che questa Assemblea, in altri tempi, ebbe un ruolo fondamentale nel debellare definitivamente. Non si torna indietro. Sconfiggere gli schiavisti del Terzo millennio è possibile, e possiamo farlo se uniamo le forze, con una maggiore cooperazione e iniziative congiunte tra le nostre Forze di polizia, i servizi di intelligence e le autorità giudiziarie, e adottando la formula “follow the money”. Una intuizione di due grandi giudici italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che è diventata un modello, anche a livello internazionale, per contrastare le organizzazioni criminali. È un metodo con il quale l’Italia intende rafforzare la sua cooperazione anche con le Nazioni dell’America Latina". Così Giorgia Meloni all'Assemblea Generale dell'Onu. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni all'Onu: "Guerra globale ai trafficanti di esseri umani"

"Penso poi alla svolta che l’Italia ha impresso ai propri rapporti con l’Africa. Abbiamo reso operativo, a livello bilaterale, il nostro piano di investimenti per l'Africa, il Piano Mattei, con progetti pilota in nove Nazioni del continente, creando partenariati strategici con ognuna di esse. Abbiamo strutturato sinergie operative con il Global Gateway dell’Unione Europea e la Partnership for Global Infrastructure and Investment del G7. Abbiamo costruito strumenti finanziari nuovi con la Banca Africana di Sviluppo e con la Banca Mondiale, per permettere l’afflusso di risorse pubbliche e private. Abbiamo immaginato soluzioni innovative, come l’Apulia Food Security Initiative, per rafforzare la produzione agricola e la sicurezza alimentare, o l’Energy for Growth in Africa, per sostenere la produzione e la distribuzione di energia pulita. Abbiamo deciso di sostenere progetti strategici per l’Africa, come il corridoio di Lobito. Abbiamo fatto tutto questo senza mai smettere di coinvolgere e confrontarci con i nostri interlocutori africani. Perché il nostro intento non è imporre, ma condividere. E, insieme, scegliere priorità, settori di intervento, ambiti di azione. Dove potevamo essere un valore aggiunto, lì abbiamo offerto il nostro punto di vista e la nostra collaborazione. Con progetti concreti che già stanno dando i loro frutti. In Algeria, dove renderemo fertili 36 mila ettari di terreno desertico per la coltivazione e costruiremo una filiera locale di trasformazione e produzione. In Kenya, con lo sviluppo di una filiera di biocarburanti che arriverà entro la fine del 2025 a sostenere fino a duecentomila piccole imprese agricole. In Etiopia, con un vasto intervento di recupero ambientale dell’area del lago Boye, nell’ovest del Paese". Così Giorgia Meloni all'Assemblea Generale dell'Onu.   Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni all'Onu: "Piano Mattei per l'Africa è condividere, non imporre"

"È un’epoca molto complessa quella nella quale viviamo, e il carattere comune delle sfide del nostro tempo ci impone di ragionare in un modo completamente nuovo. La ferita inferta al sistema internazionale fondato sulle regole dalla guerra d’aggressione russa all’Ucraina sta avendo effetti destabilizzanti molto oltre i confini nella quale si consuma, e come un domino sta contribuendo a riaccendere, o far detonare, altri focolai di crisi. I sistemi politici democratici affrontano insidie inedite. La frammentazione geo-economica cresce con conseguenze con le quali tutti dobbiamo fare i conti, soprattutto le Nazioni più fragili". Così Giorgia Meloni all'Assemblea Generale dell'Onu.   Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni all'Onu: "Effetto domino da aggressione russa a Ucraina"
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