Pelle, attenzione al freddo e agli sbalzi di temperatura

Indipendentemente dalla tipologia, è fondamentale prendersi cura della pelle durante la stagione autunnale e invernale

Pelle, attenzione al freddo e agli sbalzi di temperatura

La pelle è uno degli organi più pesanti ed estesi del corpo. Composta da tre strati principali (epidermide, derma, ipoderma), essa assolve numerose funzioni: partecipa al meccanismo di termoregolazione, sintetizza la produzione di vitamina D, impedisce la perdita di liquidi, registra e trasmette gli stimoli tattili, termici e dolorifici. Inoltre protegge dai traumi e dall'azione nociva di microrganismi ed agenti chimici. Indipendentemente dalla sua tipologia (secca, mista, grassa), la pelle, come spiega la dermatologa e dirigente medico ospedaliero presso l'ASL di Latina Nicoletta Bernardini, è molto sensibile alle temperature rigide.

Se d'estate dobbiamo proteggerla con adeguate protezioni dai raggi solari al fine di prevenire scottature, comparsa di macchie e soprattutto il tanto temuto melanoma, nei mesi autunnali e invernali la guardia non va abbassata. In questo periodo sono frequenti gli sbalzi di temperatura. Si passa infatti, spesso in maniera repentina, da ambienti esterni freddi ed umidi ad ambienti interni più caldi, e viceversa. La pelle subisce un vero e proprio shock e manifesta il suo malessere con eccessiva secchezza, desquamazione, prurito e dermatiti varie.

Il freddo, infatti, restringe i vasi sanguigni. Di conseguenza l'afflusso di sangue diminuisce e la cute tende a seccarsi anche in maniera molto evidente. Questa estrema fragilità è l'esito di un assottigliamento del naturale film idrolipidico che riveste l'intera superficie cutanea e che viene accentuato, altresì, da elevati livelli di umidità. Non solo ci troviamo dinanzi ad una pelle spenta e soggetta ad arrossamenti, ma vediamo anche peggiorare problematiche preesistenti quali eczemi, acne e psoriasi. In che modo ci si può prendere cura della cute senza stressarla ulteriormente? La dottoressa Bernardini ci regala preziosi consigli.

Pelle e freddo: la psoriasi

La psoriasi è una malattia autoimmune infiammatoria cronica della pelle. Nella maggior parte dei casi compare per la prima volta fra i 20 e i 30 anni, anche se si registra un secondo picco nella fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni. Si diagnosticano cinque varianti: a placche (oltre l'80% dei casi), guttata (circa 10% dei casi), eritrodermica (meno del 3% dei casi), pustolosa e inversa. Le cause non sono note, ma si ritiene che nella sua insorgenza giochino un ruolo fondamentale lo stress e la componente genetica.

Sono numerose le ricerche che hanno evidenziato come la sintomatologia tenda a comparire o a peggiorare in concomitanza con periodi di estrema tensione psicofisica. Attenzione poi alla familiarità: il 30% dei pazienti ha parenti affetti dallo stesso disturbo. Non si devono, infine, sottovalutare alcuni fattori di rischio, come: scottature solari, traumi, ferite chirurgiche, fumo di sigaretta, abuso di alcol, infezioni e assunzione di alcuni farmaci (ace-inibitori, beta-bloccanti, clorochina).

La psoriasi si manifesta con placche eritematose tondeggianti dai bordi ben delimitati. Le chiazze sono spesso ricoperte da squame biancastre e si localizzano soprattutto nella regione dei gomiti, delle mani, delle ginocchia, del cuoio capelluto e nell'aria sacrale. A questi sintomi si associano altresì prurito, bruciore e senso di tensione che si esacerbano con il freddo. In inverno, infatti, le placche eritematose risultano xerotiche e poco idratate e non è possibile o quasi l'esposizione al sole che migliora la sintomatologia dei pazienti. La dottoressa Bernardini, in caso di psoriasi lieve/moderata, consiglia quindi la fototerapia.

Pelle e freddo: l'acne

Tipica dell'età giovanile (ma esiste anche una forma tardiva), l'acne è l'infiammazione dei follicoli pilosebacei. Ogni pelo possiede una ghiandola secernente il sebo, ossia il grasso che protegge e rende elastica la pelle. Se quest'ultima produce sebo in eccesso, la ghiandola si ottura. Esternamente è visibile un punto bianco noto come comedone chiuso. Se l'epidermide si rompe compaiono manifestazioni quali foruncoli, papule e punti neri. Nel momento in cui, invece, l'infiammazione non trova uno sbocco ecco che compaiono sintomi più importanti come cisti e noduli dagli esiti cicatriziali frequenti. La stessa sintomatologia consente la classificazione dell'acne in diverse tipologie:

  • Comedonica lieve;
  • Comedonica grave;
  • Papulo-comedonica;
  • Papulo-pustolosa;
  • Pustolosa;
  • Pustolosa-cistica;
  • Cistica;
  • Conglobata.

Fra le cause più frequenti del disturbo figurano gli sbalzi ormonali. L'eccessiva presenza di testosterone incrementa la produzione di sebo. Talvolta è responsabile della sua comparsa un batterio, il Propionibacterium Acnes che in condizioni normali vive sulla pelle senza arrecare problemi. Attenzione poi ai fattori di rischio: predisposizione genetica, alimentazione disordinata, inquinamento ambientale, uso di detergenti troppo aggressivi, stress.

Paradossalmente, anche se disidrata la pelle, il freddo aumenta la produzione di sebo nei soggetti affetti da acne. Ciò può predisporre all'insorgenza delle lesioni infiammatorie e non (punti neri e punti bianchi). Tuttavia, come afferma la dottoressa Bernardini, il risvolto positivo dell'inverno esiste. Esso consiste nella possibilità di sottoporsi durante questa stagione ai trattamenti con i retinoidi sia in forma topica che per via sistemica. Questi, poiché foto-sensibilizzanti, sono sconsigliati in estate.

Pelle e freddo: i consigli della dermatologa

Anche se non

si soffre di particolari disturbi, è sempre bene prendersi cura della propria pelle e proteggerla dal freddo. I consigli della dermatologa Nicoletta Bernardini sono semplici, ma possono fare la differenza:

  • Fare docce meno calde: la temperatura elevata dell'acqua elimina gli oli protettivi della pelle aumentando, così, il rischio di irritazione cutanea. Inoltre l'acqua più fresca restringe i pori e dona alla cute un aspetto più fresco. Bisogna inoltre ricordare che dopo ogni lavaggio la pelle va tamponata e mai strofinata;
  • Usare detergenti delicati: in inverno per lenire la secchezza e i disturbi che questa comporta è opportuno utilizzare detergenti lenitivi, emollienti e idratanti;
  • Utilizzare creme protettive: durante la stagione invernale è consigliato scegliere creme idratanti leggermente più dense che sono in grado di migliorare e di rafforzare la barriera cutanea e di garantire una minore perdita d'acqua transepidermica. Via libera quindi a cosmetici contenenti alte concentrazioni di acido ialuronico e di lipidi. Inoltre è bene schermare il viso con creme solari dotate di fattore protettivo 30 o 50;
  • Fare maschere ed esfoliare la pelle: dopo una giornata molto fredda e ventosa non c'è rimedio migliore di applicare sul viso per quindici minuti una maschera nutriente con acido ialuronico. Non dimentichiamo poi l'esfoliazione due volte a settimana necessaria per eliminare le cellule morte;
  • Bere tanto: per mantenere la pelle idratata si dovrebbero bere almeno cinque bicchieri di liquidi al giorno. Non solo acqua, ma anche tisane, tè, succhi di frutta.
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