La Sea Watch va verso Palermo. Salvini: 'Denunciamo governo'

Arriverà a Palermo a breve la Sea Watch 4, la nave dell'Ong tedesca che ha a bordo anche alcuni migranti trasbordati dalla Louise Michel: le organizzazioni tornano all'interno dei porti italiani

La Sea Watch va verso Palermo. Salvini: 'Denunciamo governo'

Sono diretti a Palermo i 353 migranti a bordo della Sea Watch 4, la nave dell'Ong tedesca che nei giorni scorsi ha effettuato la sua prima missione dopo che l'altro mezzo usato dall'organizzazione, ossia la nave Sea Watch 3, risulta ancora sotto fermo amministrativo a Porto Empedocle.

Inizialmente sembrava che i migranti recuperati nel Mediterraneo centrale dall'Ong fosse destinati a Lampedusa, ma complice una situazione sempre più esplosiva sull'isola ad essere indicato è stato il porto del capoluogo siciliano.

A darne annuncio sono stati gli stessi membri di Sea Watch tramite il proprio account Twitter: “A 11 giorni dal nostro primo soccorso – si legge sulla pagina social dell'Ong – abbiamo finalmente un luogo sicuro per le 353 persone a bordo di SeaWatch4. Ci stiamo dirigendo verso il porto di Palermo, dove le persone saranno trasferite su una nave messa a disposizione dalle autorità per un periodo di quarantena”.

La nave a cui si fa riferimento è la Allegra, partita nelle scorse ore da Genova e che è stata selezionata da un bando del ministero dei Trasporti dopo le indicazioni giunte dal Viminale. Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha deciso infatti di proseguire con la politica delle navi della quarantena, avviata già lo scorso aprile con l'arrivo proprio a Palermo della Rubettino in cui a bordo sono saliti i migranti approdati dalla Aita Mari e dalla Alan Kurdi, mezzi rispettivamente dell'Ong Salvamento Maritimo Humanitario e Sea Eye.

Una politica, quella del ministero, che ha attratto non poche critiche soprattutto per via dei costi: la Moby Zazà ad esempio, la seconda nave usata per la quarantena e giunta a Porto Empedocle nel maggio scorso, è costata un milione di Euro al mese. Entro mercoledì, sempre secondo quanto appreso dal Viminale, dovrebbero essere ben cinque i mezzi usati per far rispettare a bordo la quarantena ai migranti.

Attualmente risultano operative la Aurelia e la Azzurra, la terza a breve sarà pronta ad ospitare i 353 migranti della Sea Watch 4. Quest'ultima a sua volta ha accolto a bordo nei giorni scorsi alcune persone recuperate dalla Louise Michel, l'ex motovedetta francese acquistata da un anonimo magnate e contraddistinta dalle decorazioni dell'artista Bansky. La nuova missione della nuova nave di Sea Watch era iniziata 11 giorni fa, adesso l'Ong tedesca torna ad attraccare nei porti italiani. A fine luglio la Sea Watch 3 era arrivata a Porto Empedocle, con i migranti trasferiti poi sulla Moby Zazà e con almeno 30 di loro positivi al coronavirus. Da allora la Sea Watch 3 risulta sotto fermo amministrativo.

Le Ong negli ultimi giorni sembrano voler tornare alla carica: sia dalla spagnola Open Arms che dall'italiana Mediterranea Saving Humans è stata annunciata la volontà di tornare nel Mediterraneo Centrale, attività che si andrebbero ad aggiungere a quelle sopra descritte della Sea Watch 4 e della Louise Michel.

Intanto sempre da Sea Watch è stato riferito di un altro salvataggio avvenuto nel Mediterraneo, con 18 migranti soccorsi dal mercantile Asso Ventinove: "Durante la missione odierna -si legge sulla piattaforma Twitter dell'Ong - l'equipaggio di Moonbird è entrato in contatto radio con la piattaforma petrolifera Bouri. Dalla piattaforma hanno comunicato che, nel pomeriggio di ieri, Asso Ventinove ha soccorso 18 persone a bordo di un barchino di legno che stava affondando". I diciotti salvati hanno raccontato di almeno tre morti tra coloro che erano a bordo del piccolo mezzo: "I naufraghi - hanno riferito da Sea Watch - hanno raccontato all'equipaggio di Asso Ventinove di aver perso tre loro compagni in mare. Moonbird ha intrapreso un pattern di ricerca per trovare i dispersi ma, purtroppo, senza successo. I sopravvissuti devono potere ora sbarcare velocemente in un porto sicuro".

La reazione di Salvini

E sul nuovo caso Sea Watch, nelle scorse ore è stata registrata la reazione del segretario della Lega Matteo Salvini: "La Lega - ha dichiarato nelle scorse ore l'ex ministro dell'Interno - denuncerà il governo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina se permetterà lo sbarco di questi altri 353 clandestini a bordo dell'ennesima nave straniera illegale". Da titolare del Viminale Matteo Salvini aveva ingaggiato, nel corso dell'estate del 2019, un braccio di ferro con l'Ong Sea Watch quando ha negato l'accesso in Italia per due volte alla nave Sea Watch 3. Uno scontro politico poi culminato con il caso relativo allo speronamento del giugno del 2019 nei confronti di una motovedetta della Guardia di Finanza, quando capitano del mezzo dell'Ong tedesca era Carola Rackete.

Sull'arrivo della Sea Watch 4 a Palermo è da registrare l'intervento anche della senatrice di Forza Italia, Anna Maria Bernini: "Il ritorno in mare a pieno regime delle Ong rappresenta un'ulteriore calamita per i migranti e purtroppo a che un incentivo per il business dei trafficanti di esseri umani", ha dichiarato l'esponente forzista.

"La Sea Watch sta facendo rotta su Palermo con 353 persone a bordo, mentre continuano gli sbarchi autonomi con i barchini - continua Bernini - Il governo sta moltiplicando le navi quarantena, ma gli hot spot restano ugualmente stracolmi e in condizioni igieniche drammatiche. Non è certo così che si governa un'emergenza che rischia di diventare sempre più insostenibile".

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