Mancano pochi giorni al referendum sulla giustizia e il dibattito è rovente. La sinistra continua la sua battaglia per il “No”, il motivo è noto a tutti: contrastare in ogni modo Giorgia Meloni. Ma c’è anche chi opta per il buonsenso: all’interno del Pd c’è chi voterà “Sì”, ponendo l’accento sulla bontà della riforma, senza pensare troppo ai giochini politici. E anche all’interno della galassia grillina qualcosa sembra incrinarsi. Basti pensare alla presa di posizione di Danilo Toninelli.
Come già confermato nelle scorse settimane, l’ex ministro delle Infrastrutture – tra i pentastellati della prima ora – è per il “Sì”. “Se metti il sorteggio non c'è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno. Quindi è una cosa migliorativa e tecnicamente quello che dice la Meloni è vero”, ha ribadito in un’intervista ai microfoni di Radio Cusano.
Pur sottolineando la distanza dal premier e dal suo governo – “ho guardato tutto il video di Giorgia Meloni di circa 13 minuti. Non voterei Meloni neanche sotto tortura” – Toninelli ha ammesso: “So che questi signori del centrodestra fanno questa riforma come motivo di guerra nei confronti della magistratura, da Berlusconi e non solo, hanno un odio storico, politico e genetico perché troppe volte la magistratura ha indagato alcuni esponenti politici - Berlusconi in primis - e di conseguenza è tutto frutto di una lotta tra il potere politico e il potere della magistratura. Questa è la premessa fondamentale per cercare di evitare che mi arrivino centomila ‘traditore Toninelli’. Ma ciò che dice la Meloni tecnicamente è vero, è una coincidenza astrale. In questo caso l’avversità che la Meloni e i suoi partiti hanno nei confronti della magistratura è stata declinata in una maniera tecnicamente corretta”.
Nel suo intervento l’ex ministro ha rimarcato che sia sulla separazione delle carriere che sul sorteggio “sono d’accordo tutti”, sull’ultimo punto “pure i Gratteri e i Travaglio”.
“La Meloni sta facendo una cosa giusta per una motivazione inqualificabile e gli oppositori del no non valutano la cosa giusta che fa tecnicamente ma valutano la motivazione che è alla base, ossia l’avversità nei confronti della magistratura, e ci dicono di votare ‘No’ perché ‘lo fa contro la magistratura’”, ha aggiunto Toninelli, ribadendo il suo pensiero: “Il sorteggio cancella le correnti, è vero che i magistrati che vengono a fare parte di questo organo di comando vengono nominati dalle correnti all’interno dell’Anm e quindi rispondono alle richieste delle correnti, è una roba politica. Se metti il sorteggio non è più una roba politica, chi va lì a comandare è indipendente e non deve rispondere a nessuno”.