“Porto il mio saluto e quello del plotone di…della procura della Repubblica”: così il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha esordito nel suo intervento di saluto al XXV congresso di Magistratura Democratica “Proteggere la Costituzione per proteggere il futuro”. Nel mirino del magistrato quanto affermato negli scorsi giorni dal capo di gabinetto del ministero di Giustizia Giusi Bartolozzi, dichiarazioni finite al centro del dibattito sul referendum in programma il 22 e il 23 marzo. Lo Voi ha poi aggiunto nel suo intervento: “Io credo che questo congresso, specie per il momento in cui ci troviamo, debba rappresentare un qualcosa in più rispetto a quanto noi, e mi ci metto anch'io, abbiamo vissuto nell'associazionismo”.
Il procuratore di Roma ha poi "risposto" alle recenti dichiarazioni del ministro Carlo Nordio. Il Guardasigilli ha parlato di "sistema para-mafioso" al Csm riferendosi alle correnti, scatenando la reazione delle toghe. Lo Voi ha evidenziato: "Io ho avuto l'onore di far parte del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 2002 e il 2006. Di quel Consiglio facevano parte il vicepresidente Virginio Rognoni e il professore ed ex ministro Luigi Berlinguer. Ne faceva parte anche il professore Spanger, attuale portavoce dello schieramento del Sì al referendum. Ecco, io faccio fatica, anzi mi riesce impossibile, associare o anche solo accostare i nomi che ho fatto ad un sistema paramafioso, non ce la faccio proprio". "Vorrei che mi spiegassero cosa ci fosse di paramafioso in quel sistema", ha rincarato la dose: "Delle due l'una: o si capisce poco di mafia o si capisce poco o nulla di magistratura e di Csm e le due cose insieme vanno decisamente poco bene e certamente non ci fanno bene".
Parole destinate a fare discutere, come del resto quelle di Enrico Grosso.
Anche lui protagonista al XXV congresso di Magistratura Democratica, il presidente del Comitato per il NO al Referendum l'ha sparata grossa: "È in atto un attacco senza precedenti nel nostro Paese al principio di autonomia ed indipendenza della magistratura su cui si regge l'effettività della separazione dei poteri. La riforma Nordio non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini. Per loro possono vedere drasticamente ridursi gli spazi di tutela dei diritti".