"Faremo crollare l'economia russa". La mossa finale contro Putin

Le Maire, ministro dell'Economia francese, a testa bassa contro la Russia: l'obiettivo delle sanzioni occidentali è il "crollo dell'economia" del Paese di Putin

"Faremo crollare l'economia russa". La mossa finale contro Putin

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire non usa mezzi termini sull'obiettivo finale della strategia occidentale contro la Russia in seguito al proseguimento dell'offensiva in Ucraina: "Provocheremo il crollo dell'economia russa dopo l'operazione militare contro l'Ucraina". Le Maire ha dichiarato l'intento esplicito all'emittente radiotelevisiva "France info" in un'intervista di questa mattina, sottolineando come a suo avviso la via delle sanzioni sia quella più adatta per contrastare la Russia.

La dichiarazione è di quelle che fanno rumore, specie se pronunciate dal ministro di un presidente, Emmanuel Macron, che più di tutti si è speso per evitare l'invasione russa dell'Ucraina e trovare una mediazione e ancora nelle giornate seguite all'attacco di Mosca ha mantenuto aperto il dialogo con Vladimir Putin. "L'equilibrio del potere economico e finanziario è totalmente a favore dell'Unione Europea che sta scoprendo il suo potere economico", ha sottolineato l'ex esponente gollista diventato uomo forte del governo di Macron. La Francia ha finora supportato tutte le mosse sanzionatorie proposte contro Mosca: dal depotenziamento degli accordi commerciali alla rimozione della Russia dalla piattaforma Swift, arrivando infine alla fornitura di armi e strumenti difensivi all'Ucraina.

Le Maire minimizza le conseguenze che la guerra potrebbe avere in patria, sottolineando che al massimo provocherà un aumento moderato dall'inflazione, ma al contempo si prepara a dichiarare guerra alla Russia sul fronte energetico, spostando il focus sulla possibilità che Total e Engie possano muoversi fuori dai confini della Federazione. In particolare, per la prima che è una partecipata pubblica la decisione è in capo al governo di Parigi e Le Maire assicura che delle decisioni "saranno prese nei prossimi giorni".

British Petroleum ha di fatto rinunciato a attivi in Russia per 25 miliardi di dollari annunciando di voler lasciare il Paese e la Total appare destinata a seguirla. Dopo il blocco degli asset in rubli presso la Banca d'Italia, la sospensione del Nord Stream 2, la velata minaccia di un congelamento delle proprietà russe all'estero, l'attacco alle fortune miliardarie degli oligarchi, l'esclusione russa dai contesti sportivi internazionali che ha azzerato miliardari investimenti in soft power e l'inizio di un clima di profonda volatilità sui mercati interni la mossa di Le Maire appare la conferma di una volontà punitiva sempre più profonda.

Con un'inflazione vicina alla doppia cifra, una graduale esclusione dai mercati internazionali e il muro contro muro dell'Occidente vede le mosse promosse da Usa e Regno Unito adottate da tutti gli alleati. Secondo il Wall Street Journal, che nei giorni d'inizio dell'attacco era stato critico sulle prime azioni economiche promosse dall'Occidente, adesso "le sanzioni stordiscono l'economia russa", stanno "azzoppando il suo sistema finanziario e annullando di fatto trent'anni di impegno post-Guerra Fredda". Vladimir Putin voleva promuovere un attacco di decapitazione della leadership ucraina, e ora in contropiede l'Occidente agisce colpendo al cuore del suo sistema con l'arma dell'economia. L'escalation che Le Maire esplicita segnala, dunque, un clima acutissimo di tensione nelle relazioni dopo l'azzardata mossa in Ucraina.

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