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Il futuro di George, l’eredità di Diana: come William e Kate salveranno la monarchia

I principi di Galles starebbero adottando delle strategie per salvare la Corona dallo scandalo Epstein: una di queste riguarderebbe l’avvenire del principe George

Il futuro di George, l’eredità di Diana: come William e Kate salveranno la monarchia

La royal family sta affrontando un periodo buio. I file Epstein hanno aperto il vaso di Pandora, lasciando emergere una specie di universo parallelo e oscuro fatto di squallore e inqualificabili nefandezze. Forse, però, non tutto è perduto per la Corona britannica, che nella sua lunga Storia ha già dimostrato di saper lottare con forza e intelligenza, riuscendo a proteggersi dai pericoli più gravi. Stavolta la carta vincente per i Windsor potrebbero essere gli amatissimi William e Kate, come da settimane sostengono i tabloid. Non sarà necessaria, però, l’abdicazione di Carlo III e la loro ascesa al trono per ristabilire l’ordine. I principi avrebbero già messo in atto delle strategie per riformare l’istituzione che coinvolgerebbero anche il principe George.

“Che cosa sapevate?”

I madornali errori dell’ex principe Andrea non possono essere nascosti. I file Epstein hanno contribuito a riportarli alla luce con effetti disastrosi sull’immagine della Corona. Andrea è stato lasciato solo con la sua coscienza, senza la protezione dei titoli, del denaro, del potere. Non ci sarebbero scuse per lui, né possibilità di redenzione. Un atteggiamento (giustamente) intransigente, quello della royal family, ma che potrebbe non bastare di fronte a quanti chiedono la verità sullo scandalo Epstein e si pongono soprattutto una domanda, la stessa gridata dagli antimonarchici ai Windsor riuniti per il Commonwealth Day, lo scorso 9 marzo: “Che cosa sapevate?”.

“Rivoluzione” a corte

Forse non sapremo mai se la royal family ha coperto, in qualche modo, l’ex duca di York. Una cosa, però, pare certa: William e Kate non avrebbero alcuna intenzione di proteggere il loro scomodo zio, né ora, né quando saliranno al trono d’Inghilterra (e forse, va sottolineato, non hanno mai avuto un simile proposito). I principi sarebbero consapevoli di essere la vera speranza per il futuro della Corona e ogni loro azione sarebbe studiata per mantenere e rafforzare questa posizione. Compreso un vero e proprio piano che la coppia starebbe studiando per “rivoluzionare” l’istituzione, come scrive il Mirror. “C’è la chiara consapevolezza che i problemi attorno a Andrew Mountbatten-Windsor hanno avuto un impatto sulla fiducia del pubblico”, ha detto una fonte al quotidiano britannico. “E c’è la volontà congiunta di cambiare [tutto ciò]. Il principe di Galles è concentrato e determinato ad aiutare il Re in tutti i modi per ripristinare quella fiducia con il pubblico e a lungo termine”.

“Stabilità” e futuri “cambiamenti”

William non vorrebbe prevaricare suo padre. La strategia che starebbe attuando con Kate non avrebbe come scopo quello di spingere il padre all’abdicazione, né sottrargli spazi di influenza e potere. Non ci sarebbe rivalità tra i due, come, invece, avrebbe ipotizzato qualcuno, bensì la volontà di collaborare per il bene della monarchia. Per prima cosa, ha spiegato la fonte, “…La famiglia e il Paese hanno bisogno di stabilità, ma verrà il momento in cui [William] apporterà dei cambiamenti per assicurare che [il senso di] responsabilità e gli obiettivi siano di primaria importanza non solo per il suo ruolo, ma per il ruolo dell’istituzione”.

“Cambiare in meglio”

William non ha mai fatto mistero di voler rinnovare l’istituzione monarchica dalle fondamenta, quando salirà al trono. Nell’intervista al programma di Apple Tv+, “The Reluctant Traveller”, mandato in onda il 3 ottobre 2025 e citato dalla Bbc, l’erede al trono ha dichiarato: “Penso sia giusto dire che il cambiamento è nei miei programmi. Cambiare in meglio…non ne ho paura. Non si tratta di [cambiamenti] radicali, ma di cambiamenti che ritengo necessari”. In concreto, secondo gli insider, il principe pretenderebbe “trasparenza” e massima serietà da parte di tutti i membri della royal family, soprattutto dopo quanto accaduto con l‘ex duca di York. “Vuole garantire che l’istituzione rimanga adeguata allo scopo ed è focalizzato sul modo in cui si relaziona con il pubblico”.

Una monarchia sul modello della Royal Foundation?

William e Kate, hanno specificato gli insider del Mirror, vorrebbero rendere l’istituzione più simile alla Royal Foundation, almeno dal punto di vista strutturale. Anzi, avrebbero già iniziato a farlo, rispettando i limiti della loro sfera d’influenza. Lo scorso 9 settembre, infatti, i principi hanno nominato un Ceo per la fondazione, Sarah Rose. Come annunciato sul sito della Royal Foundation, la Rose ha ufficialmente iniziato il suo lavoro nel febbraio 2026. “Sia il principe, sia la principessa di Galles sono a favore di una struttura più aziendale per l’istituzione”, ha affermato una fonte. “Sono immersi nel loro lavoro pubblico, nelle iniziative caritatevoli e lavorano in modo diverso dagli altri membri della famiglia”. In particolare secondo il principe William tutto può essere messo in discussione, sarebbe necessario “chiedersi perché le cose sono fatte in un certo modo” e non limitarsi a svolgere un compito seguendo determinate regole solo perché si è sempre fatto così.

Un’azienda, non una “ditta”

L’approccio di William e Kate sembra molto riflessivo e critico. Nelle loro mani la monarchia non sarebbe più la Firm”, la “ditta” di elisabettiana memoria, quasi ieratica, protetta dalla tradizione, bensì un’azienda rinnovata, moderna, ordinata, dove l’essenza storica e consuetudinaria convive e talvolta cede il passo alle esigenze del mondo contemporaneo. In tal senso i futuri sovrani avrebbero già fatto un’altra mossa, assumendo, come rivelato dal Mail On Sunday nel gennaio 2026, una PR specializzata nella risoluzione delle crisi. Si tratta di Liza Ravenscroft, del gruppo Edelman. L’esperta dovrà occuparsi dell’immagine degli eredi al trono e del loro rapporto con la stampa. Secondo il tabloid “è improbabile” che il suo arrivo a Kensington Palace proprio ora, durante lo scandalo dei file Epstein, sia “una coincidenza”.

Il futuro del principe George

Nel piano di rinnovamento avrebbe una parte fondamentale anche l’avvenire del principe George. Stando a quanto raccontato dal Mail On Sunday e da Tatler ci sarebbe la concreta possibilità che George, terminato il suo percorso di studi alla Lambrook School, non venga iscritto a Eton, l’istituto frequentato da William e Harry, bensì al Marlborough College, dove si è formata Kate. Una scelta che infrange la tradizione familiare di Eton. Gli eredi al trono, accompagnati da George, avrebbero fatto una visita privata alla scuola a inizio marzo 2026. Durante l’incontro, ha rivelato il Mail on Sunday, a tutti gli alunni presenti sarebbe stato imposto di rimanere in classe. La retta del Marlborough College è di 60mila sterline all’anno.

L’eredità di Lady Diana

Al di là di tutti i cambiamenti, però, William rimane il figlio di Lady Diana, ovvero della donna che ha impresso una svolta inaspettata alla monarchia. L’indimenticabile principessa era avanti con i tempi sia dal punto di vista dell’approccio con il pubblico, sia per i temi che trattava (HIV, mine antiuomo, per esempio, argomenti che all’epoca non molti osavano o avevano la capacità di affrontare). Il principe di Galles non può ignorare il contributo dato dalla madre all’universo della filantropia, né il modo diretto, ma gentile e magnetico attraverso il quale Diana è riuscita a imporsi sulla scena internazionale. Secondo il giornalista A.N. Wilson del Daily Mail per salvare la monarchia William dovrebbe raccogliere l’eredità materna.

“[L’erede al trono] dovrà lavorare molto e usare lo charme luminoso di sua madre”. Non significa, naturalmente, imitare Lady D, cosa impossibile e deleteria, bensì lasciarsi ispirare da un’icona che è riuscita a innescare il cambiamento a corte senza alcun aiuto.

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