Ministro Valditara, che campagna referendaria è stata?
"Ho visto una serie di insulti caratterizzare la campagna del No. Ho sentito definire i sostenitori del Sì come banditi, eredi dei piduisti, si è parlato di mafia e massoneria deviata che voterebbero Sì. Purtroppo tra i presunti difensori della Costituzione non c'è rispetto dell'avversario, e invece è un presupposto della Costituzione e della democrazia. Si può fare polemica anche forte, ma questo clima è inaccettabile. Evidentemente c'è qualcosa di più, sotto...".
Cosa c'è sotto?
"In questi 50-60 anni, si è vista una progressiva politicizzazione di una parte della magistratura a cui si è accompagnata una logica di casta che si è andata strutturando. Nelle dichiarazioni e negli scritti di alcuni fondatori di Magistratura Democratica, che fatico a giudicare legittimi dal punto di vista costituzionale, si è affermato che i magistrati democratici devono essere una componente del movimento, che MD si ispira ad un'ideologia antagonista, che la apoliticità del giudice è un dogma mistificatorio".
Sta dicendo che rivendicano l'indipendenza dalla politica, che peraltro nessuno mette in discussione, e la dipendenza da movimenti e orientamenti ideologici?
"Sì. Aggiungo un'altra considerazione: Orazio Condorelli, importante costituente, commentando il meccanismo elettorale per la composizione del Csm, fu profetico: Ci siamo preoccupati di garantire l'indipendenza esterna, ma non quella interna. L'elettoralismo prevedeva determinerà delle interdipendenze fra i magistrati, fra coloro che chiedono i voti e coloro che li danno, il che tante volte si traduce in do ut des".
Correntocrazia...
"Sì, abbiamo da una parte la politicizzazione e dall'altra il movimento correntizio, vera e propria casta. Giovanni Pellegrino, già comunista e presidente della Commissione Stragi, ha parlato, a proposito del ruolo delle correnti nel Csm, di un continuo scambio di promozioni, nomine e indulgenze. E Palamara ha scoperchiato il vaso di Pandora. Insomma, si capisce perché tanto accanimento".
Si può dire che la riforma fa rientrare la magistratura negli argini della Costituzione?
"Sì, innanzitutto nell'alveo dell'articolo 111, con il giudice terzo di fronte ad accusa e difesa in posizione di parità. E anche nell'alveo dello spirito originario della Costituzione. Lo dice pure Antonio Baldassarre, ex presidente della Consulta, in una bella intervista".
Invece c'è un alto grado di intolleranza e mistificazione contro la riforma.
"Ed è curioso che chi ha fatto una battaglia contro le caste ora difenda una casta: si schierano contro le caste solo se conviene? E chi prima era a favore della separazione delle carriere e del sorteggio, ora dice No perché li propone questo governo".
Vedono l'occasione per intaccare la forza del governo?
"Mah, non c'è nessuna possibilità in tal senso. Mi pare piuttosto pura mancanza di senso delle istituzioni".
E quindi anche mancanza di rispetto per l'istituzione scuola?
"Ho detto chiaro che a scuola non si deve fare propaganda a senso unico. Laddove vi siano state segnalazioni circostanziate siamo intervenuti con richieste di chiarimenti. Se gli Uffici scolastici regionali riscontreranno atteggiamenti incompatibili con il dovere di correttezza di un docente, come per esempio distribuzione di volantini in classe o lezioni di propaganda, gli organi deputati valuteranno verosimilmente l'avvio di procedimenti disciplinari".
E l'assemblea della Cgil nelle scuole del Lazio?
"La Cgil ha esercitato un diritto riconosciuto dal contratto su cui non mi voglio pronunciare. Giudicheranno poi le famiglie e gli studenti se è stato opportuno privare gli studenti di 3 ore di lezione per una iniziativa molto politica di propaganda per il No, che si sarebbe potuta svolgere fuori dall'orario di servizio senza penalizzare la didattica".
Al di là del numero di casi, c'è la tendenza da parte di alcuni a fare propaganda a scuola, come già si è visto con i pro Pal.
"È una concezione inaccettabile in una democrazia matura: la formazione dei giovani è pagata con i soldi di tutti i cittadini, non
può essere orientata verso il pensiero unico, o verso la demonizzazione dell'avversario. Si tradisce la funzione della scuola che è quella di favorire lo spirito critico, la maturazione libera e plurale di ogni giovane".