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“Con l’arrivo di Leonardo dall’ospedale di Zurigo abbiamo tutti i ragazzi che dovevano rientrare. C’è Elsa, una ragazza di Biella, all’ospedale di Zurigo ma non può volare e essere trasportata. Se Elsa dovesse essere trasportabile verrà portata al centro ustioni di Torino. Nel caso di problemi siamo pronti ad accogliere anche Elsa. Abbiamo fatto il primo check su Leonardo e le condizioni sono estremamente critiche. Lui era uno dei ragazzi dispersi e che per qualche giorno non si conosceva. L’altro era Kean, adesso i due sono vicini di letto in terapia intensiva”. Lo ha detto l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso in un punto stampa fuori dall’Ospedale Niguarda di Milano. Courtesy: LNews (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Crans-Montana, Bertolaso (Assessore Lombardia): Condizioni Leonardo Bove estremamente critiche

A Monza prende vita il Punto Arcobaleno, il primo centro pubblico e strutturato della provincia di Monza e Brianza dedicato all’ascolto, all’accoglienza e all’accompagnamento delle persone e delle loro famiglie. Il progetto è promosso dal Comune di Monza e dalla Cooperativa Sociale Medihospes del Consorzio La Cascina, insieme alle associazioni Brianza Oltre l’Arcobaleno e Renzo e Lucio. In un territorio dove finora il supporto era affidato quasi esclusivamente al volontariato, il Punto Arcobaleno rappresenta un passo avanti importante: un servizio stabile, professionale, capace di costruire un ponte tra cittadini, servizi sociali, sistema sanitario e istituzioni. Come racconta a Il Giornale la coordinatrice Federica Guida, il cuore del progetto è un’équipe multiprofessionale composta da assistenti sociali, educatori, mediatori, psicologi, psicoterapeuti e avvocati, con l’obiettivo di offrire orientamento, ascolto e percorsi di accompagnamento personalizzati. La sede è il Centro Civico Libertà, scelto perché facilmente accessibile e pensato per diventare un luogo sicuro e riconoscibile per tutta la cittadinanza. Oltre allo sportello di ascolto, il progetto prevede anche incontri pubblici, iniziative culturali e momenti di sensibilizzazione. Dai primi accessi emerge soprattutto il bisogno di ascolto dei più giovani, spesso accompagnati dalle famiglie. Ed è proprio questo il senso più profondo del Punto Arcobaleno: offrire uno spazio dove nessuno si senta solo e dove la cura, il tempo e l’attenzione alle persone tornino ad avere un ruolo centrale.

Valentina Menassi
A Monza nasce il Punto Arcobaleno: un nuovo spazio pubblico di ascolto e accoglienza

Un giudice esce di casa per andare in tribunale e non torna mai più. Nessuna fuga, nessuna rivendicazione, solo un silenzio lungo trent’anni e un nome che pesa come un macigno: Paolo Adinolfi. Magistrato integerrimo, sezione fallimentare, dossier scomodi, interessi enormi, criminalità organizzata, servizi segreti, appuntamenti mai avvenuti, chiavi recapitate misteriosamente, un uomo visto per l’ultima volta e poi inghiottito dal nulla. Oggi, mentre sotto la Casa del Jazz si torna a scavare nei luoghi già legati alla Banda della Magliana, quella scomparsa torna a interrogare il Paese. È ora online la videoanalisi investigativa di Alessandro Politi sul caso Paolo Adinolfi, una storia che non è solo un mistero giudiziario, ma una domanda inquietante sul prezzo della verità.

Alessandro Politi
Il magistrato di Roma inghiottito dal nulla

(LaPresse) Jacques e Jessica Moretti, proprietari del disco bar 'Le Constellation' di Crans-Montana, in Svizzera, dove a Capodanno sono morte 40 persone, negli uffici della procura di Sion per essere interrogati. La coppia, indagata per omicidio, lesioni e incendio colposo, è arrivata scortata dalla polizia e senza rilasciare dichiarazioni.

Redazione web
Crans-Montana, Jacques e Jessica Moretti in Tribunale a Sion per l'interrogatorio

Erano circa dieci gli aggressori, incappucciati e armati di spranghe: ecco le immagini dell'aggressione a giovani di destra la vigilia dell'anniversario di Acca Larentia

Redazione web
Acca Larentia, le immagini dell'aggressione

"L’unica cosa che posso dirle è che ci vuole solamente tanta fede e tanto amore e essere vicini". Così Osvaldo Barosi, nonno di Achille, il sedicenne morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana, lasciando la camera ardente allestita nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano dove alle 14.45 verrà celebrato il funerale del ragazzo. "È l'unica medicina che possiamo avere gratis per non cercare di sprofondare la disperazione, quindi questa è l'unica cosa che posso dire. Abbiamo tanto amore e tanta fede e questo ci tiene in piedi". "Hanno detto che Achille è tornato dentro per cercare di aiutare un amico. Tutte balle, sono tutte balle, ma poi ognuno ha la sua versione e io là non c’ero", ha concluso

LaPresse
Crans-Montana, il nonno di Achille Barosi: "La fede è l’unica medicina"

"Di più mi mancherà lui". Sono queste le prime parole di Carla dopo il funerale del figlio Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nella tragedia di Crans-Montana. "L'ultimo ricordo è quando mi ha salutato l'ultimo giorno: mi ha chiamato dalla coda della seggiovia, è venuto, si è chinato e si è fatto dare un bacio", ha dichiarato la donna lasciando la basilica dei santi Pietro e Paolo all'Eur dove sono stati celebrati i funerali

LaPresse
Crans-Montana, la madre di Riccardo Minghetti: "Più di tutto mi mancherà lui"

Il feretro di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel disastro di Crans-Montana, ha lasciato la basilica dei santi Pietro e Paolo all’EUR tra gli applausi dei tantissimi accorsi, dentro e fuori la chiesa, a dare l’ultimo saluto al ragazzo. Sulla bara, accanto alla foto di Riccardo, una maglietta e il gagliardetto ‘EUR Sporting Club’ assieme a una corona di fiori firmata ‘Ma, papà e Matilde’, la sorella 14enne. Anche la giovane era presente nei pressi del locale al momento dell’incendio e ha scavato tra le macerie alla ricerca del fratello. I genitori hanno ringraziato i presenti tra gli applausi della piazza

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Crans-Montana, la salma di Riccardo Minghetti lascia la basilica tra gli applausi
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