Leggi il settimanale

La notizia della chiusura delle scuole secondarie di secondo grado a causa dell’emergenza Covid ha generato, oltre alle polemiche politiche e alle preoccupazioni didattiche, un sincero e profondo dispiacere negli studenti. Da poco tornati tra i banchi dopo lo stop della scorsa primavera, i ragazzi del Liceo Vida hanno faticato e stanno faticando ad accettare questa nuova rinuncia, che li priva non solo delle lezioni in presenza, ma anche di quei momenti di socialità e contatto umano che fanno della scuola qualcosa che la didattica a distanza non può sostituire. “La scuola è uno dei luoghi per dar voce ai giovani e farli diventare adulti in modo consapevole” -ricorda Roberta Balzarini, preside del Liceo- “Quindi intercettare il loro disagio emotivo per questa chiusura, pur necessaria, è importante”. Ed è proprio raccogliendo questo disagio, gli umori e i pensieri dei nostri studenti alla vigilia della chiusura che è nato il progetto “Non volevamo accadesse di nuovo”: un video evocativo ed emozionale, girato nelle aule vuote della scuola, in cui si trovano racchiuse la delusione dei ragazzi per la chiusura del Liceo, il senso di responsabilità da loro dimostrato nella prevenzione, ma anche la voglia di stare insieme, il desiderio di continuare a studiare e la speranza di tornare presto tra i banchi. da un’idea di Patrizio Pavesi, con Sara Aromatico Fantoni, riprese e montaggio Stefano Priori

Redazione
"Non volevamo accadesse di nuovo"

Ambulanze e auto in coda davanti al pronto soccorso e, nelle lunghe attese, i malati assistiti nelle proprie macchine. Con l’avanzare del contagio da Covid sono queste le scene che si sono presentate all’esterno dell’ospedale Cotugno di Napoli, ospedale di riferimento in Campania per le malattie infettive. Ne abbiamo parlato con il responsabile del pronto soccorso

Agata Marianna Giannino
File al Cotugno di Napoli, il responsabile del pronto soccorso: "Problemi con i posti letto"

Nella prima mattinata odierna la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della compagna di Giuseppe MASTINI, alias Johnny lo Zingaro, e di altri tre soggetti sassaresi, tutti ritenuti responsabili del reato di “procurata evasione”Com’è noto, infatti, lo scorso 15 settembre, personale delle Squadre Mobili di Sassari e Cagliari, in collaborazione con il S.C.O. e il Nucleo Investigativo Centrale (N.I.C.) della Polizia Penitenziaria, aveva individuato e tratto in arresto MASTINI - detenuto presso la Casa Circondariale di Sassari, con fine pena mai - che si era reso irreperibile in data 05.09.2020, al termine di un permesso premio di gg. 10 concessogli dal Magistrato di Sorveglianza di Sassari.La latitanza di “Johnny lo zingaro” era durata appena 10 giorni. Infatti, dopo poco tempo dalla fuga, al termine di una capillare attività investigativa condotta dai citati Uffici, supportata da tecnici del Servizio Polizia Scientifica, si era giunti all’individuazione del sito in cui si era rifugiato il MASTINI, nell’immediata periferia di Sassari.L’abitazione/covo è risultata essere di proprietà e nella totale disponibilità di un altro uomo che è stato tratto in arresto per favoreggiamento personale contestualmente all’arresto del Mastini.Dopo un incessante e continuo lavoro di “intelligence” finalizzato all’individuazione delle persone che a vario titolo avevano avuto rapporti con il MASTINI, sulla base delle risultanze investigative acquisite dalla Squadra Mobile di Sassari, in collaborazione con quella di Cagliari, e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, su richiesta della Procura della Repubblica di Sassari che ha coordinato le indagini, il GIP del medesimo tribunale ha emesso l’ordinanza eseguita nella giornata di oggi. / Polizia di Stato

Agenzia Vista
Arrestata la compagna di Johnny lo Zingaro per reato di procurata evasione
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica