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"Non ci hanno spiegato perché erano detenuti, per noi erano importante liberarli. Sapevamo che erano detenuti politici, abbiamo chiesto la liberazione, questa era la cosa principale. Noi abbiamo chiesto la liberazione immediata dei detenuti politici, ci è stata data una risposta positiva. Di accuse ce ne sono tante, poi bisogna vedere come sono formalizzate. Loro accusavano di aver violato alcune regole, ma ora l'importante è che stiano tornando a casa" così il Ministro Tajani in una conferenza stampa all'aperto alla Farnesina dopo la liberazione di Trentini. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Tajani: Venezuela non ci ha spiegato accuse per Trentini e Burlò. Importante è che siano liberi

"Siamo felici per la liberazione di Trentini. La svolta quando la presidente Rodriguez ha detto che ci sarebbe stata la liberazione di prigionieri politici. Da allora abbiamo lavorato sotto traccia, in silenzio, per convincere le autorità a liberare il maggior numero possibile di italiani. Ieri sera. verso le 8:10 il ministro degli Esteri del Venezuela mi ha rivelato che avrebbero liberato Trentini e altri italiani. Alle 3:50 il nostro ambasciatore mi ha detto che erano liberi, ho parlato subito con entrambi, ho informato la premier e abbiamo fatto partire un aereo per andare a prenderli, arriveranno tra stanotte e domani" così il Ministro Tajani in una conferenza stampa all'aperto alla Farnesina dopo la liberazione di Trentini. (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: "Felici per liberazione Trentini, svolta con Rodriguez. Sarà in Italia tra oggi e domani"

“Il risultato è frutto del lavoro discreto ma efficace non solo del Governo, ma della rete diplomatica e dell’intelligence. Ringrazio i servitori dello Stato che hanno dato un contributo per raggiungere l’obiettivo. Continuiamo a lavorare senza sosta sulla collaborazione con Caracas per avere altri sviluppi positivi. L’Italia non si stancherà di sostenere il desiderio legittimo del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”. Così Giorgia Meloni in una video-dichiarazione per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Sosteniamo il desiderio di libertà, pace e democrazia dei venezuelani

“Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia e si somma alla gioia provata nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali. Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto. Il risultato è frutto del lavoro discreto ma efficace non solo del Governo, ma della rete diplomatica e dell’intelligence. Ringrazio i servitori dello Stato che hanno dato un contributo per raggiungere l’obiettivo. Continuiamo a lavorare senza sosta sulla collaborazione con Caracas per avere altri sviluppi positivi. L’Italia non si stancherà di sostenere il desiderio legittimo del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia”. Così Giorgia Meloni in una video-dichiarazione per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò dal Venezuela. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Riempie di gioia la liberazione di Trentini e Burlò

In occasione dell’evento per iniziare la campagna per il “No” alla riforma della giustizia è arrivato Sigfrido Ranucci. La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha salutato il giornalista all’uscita dal Centro Congressi Frentani.

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Il video che "smaschera" Ranucci: bacia Schlein all'evento per il No

“Non mi toccare”, sono queste le parole che ripete una donna sudamericana mentre si sente Luciano Vasapollo, noto fan del dittatore Maduro, dirle “te ne devi andare”. E ancora “ti levi dal cazzo”, “la portate via sta pezza di merda”: queste gli improperi rivolti da Vasapollo, dirigente nazionale della Rete dei Comunisti, sotto cui agiscono "Cambiare Rotta" e "Osa", riconoscibile dalla sciarpa rossa indossata durante il corteo, a una donna che gridava “libertà per Cuba e per il Venezuela”. È avvenuto in una delle manifestazioni pro Maduro, quella tenutasi ieri a Roma per chiedere la liberazione del sanguinario dittatore. Un mondo al contrario, in cui cubani e venezuelani gioiscono, mentre i manifestanti che vanno a braccetto con i ProPal difendono chi quel popolo lo ha represso.

Giulia Sorrentino
Insulti e minacce al corteo: offese del pro Mad Vasapollo a una donna sudamericana

La piazza dei pro Pal (anzi, dei pro Mad o dei pro Khamenei) caccia la nostra giornalista Giulia Sorrentino accusandola di sionismo. È il simbolo della violenza che questa piazza sta difendendo, con il silenzio raccapricciante su quello che accade in Iran

Tommaso Cerno
Aggredita la cronista del Giornale, Cerno: "La sinistra difende solo dittatori e giornalisti amici"
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