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Durante l'audizione del Procuratore di Perugia in Commissione Antimafia qualcuno collegato da remoto ha lasciato il microfono acceso e ha interrotto Andrea Orlando con alcuni versi che hanno imbarazzato i presenti. "Stiamo forse interrompendo qualcosa di importante" dice Andrea Orlando tra le risate dei presenti. / WebTv Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Audizione Cantone in Commissione Antimafia, da un microfono da remoto si sente un "Ah"

"Non spetta a me stabilire cosa è dossieraggio e cos'è informazione, perché questa è una terminologia che dal punto vista tecnico non significa nulla. Io dico che quella che è stata effettuata da Striano è una ricerca spasmodica di informazioni su una serie di soggetti", le parole del Procuratore di Perugia Raffaele Cantone in commissione parlamentare antimafia in merito all'inchiesta sui presunti dossieraggi. / WebTv Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Cantone: Non spetta a me dire se è dossieraggio

"I numeri di questa vicenda lasciano pensare che ci sia altro. Anzi. Mi permetto di dire che i numeri che darò sono molto più preoccupanti di quelli ad oggi emersi. Sono numeri che inquietano perché sono davvero mostruosi. Ma detto questo, però, il mio compito è individuare responsabilità penali", le parole del Procuratore di Perugia Raffaele Cantone in commissione parlamentare antimafia in merito all'inchiesta sui presunti dossieraggi. / WebTv Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Dossieraggio, Cantone: Numeri inquietanti

"La ragione per cui abbiamo preparato la nota, insieme con il procuratore nazionale antimafia è di intervenire a tutela di un'istituzione che, per quanto mi riguarda, è sacra, Procura nazionale antimafia. Perché la Procura nazionale antimafia, io lo ricordo come fatto affettivo, è stata istituita da Giovanni Falcone", le parole del Procuratore di Perugia Raffaele Cantone in commissione parlamentare antimafia in merito all'inchiesta sui presunti dossieraggi. / WebTv Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Dossieraggio, Cantone in audizione alla Camera: Tutelare Antimafia

Si è tenuta a Roma, presso la Mondadori di piazza Cola di Rienzo, la presentazione del libro del ministro Valditara "La scuola dei talenti". Sia durante, che dopo la presentazione, il ministro Valditara è stato contestato da degli studenti. "Il ministro inasprisce le pene ma non dice una parola contro chi ha manganellato i ragazzi a Firenze, Pisa e Catania" ha detto una studentessa. "Lui è il mio ministro e non ci risponde". (Alexander Jakhnagiev)

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Il ministro Valditara contestato da degli studenti: "Non parla di chi è stato manganellato a Pisa"

"I dati ci dicono che molti studenti stranieri in Italia hanno un gap formativo equivalente a un anno di studi dovuto alla scarsa consocenza dell'italiano. Inoltre nelle periferie dove ci sono più stranieri la dispersione scolastica è in aumento. E allora questa è una soluzione civile? E' una soluzione che vuole il bene dei ragazzi stranieri? No, evidentemente qualcosa bisogna cambiare, magari guardando anche cosa si fa all'estero. Io ritengo che i ragazzi stranieri debbano essere inclusi nelle classi con gli altri studenti italiani, ma se hanno delle lacune in italiano devono poter potenziare la loro conoscenza della lingua. Altrimenti si fa il loro male, per motivi ideologici, e non si lavora veramente per l'inclusione di questi ragazzi " lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara, presentando il suo libro "La Scuola dei Talenti" alla Mondadori di piazza Cola di Rienzo a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Valditara: "Giusto fare classi aggiuntive di lingua italiana per gli stranieri"

"Io ero lo spiato non lo spione. Ringrazio il procuratore Melillo per le parole di verità e coraggio che ha detto in Commissione Antimafia: non è pensabile infatti che queste persone abbiano spiato centinaia di persone così per hobby. Non ci crede nessuno. Ci sono migliaia di documenti, sono stati spiati non solo politici, ma anche editori, imprenditori, calciatori, cantanti ecc. Spiati nel privato. E' una cosa che non ha uguali nella storia della Repubblica per gravità. Ringrazio i servitori dello Stato che ci aiuteranno a fare chiarezza. Emerge che la Lega è il partito più spiato e più infamato e questo mi inorgoglisce. Vuol dire che per un certo sistema marcio siamo i più scomodi" lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Salvini, intervenendo alla presentazione del libro del ministro Valditara "La Scuola dei Talenti" alla Mondadori di piazza Cola di Rienzo a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Caso dossier, Salvini: "La Lega il partito più spiato perché siamo scomodi"

"Non sono uno scommettitore ma sull'Abruzzo scommetterei almeno un caffè. Perché si è governato bene per cinque anni, perché la squadra è compatta e non ci sono stati i litigi, le divisioni e le polemiche che ci sono state in Sardegna. Quando si litiga si allontanano gli elettori, quando lavori bene insieme li avvicini. Ecco perché penso che il centrodestra in Abruzzo vincerà e non solo dello zero virgola. E sono convinto che la Lega avrà un bel risultato" lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Salvini, intervenendo alla presentazione del libro del ministro Valditara "La Scuola dei Talenti" alla Mondadori di piazza Cola di Rienzo a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Regionali Abruzzo, Salvini: "Vincerà il centrodestra perché abbiamo governato bene e siamo uniti"

“Mi pare che il Partito Popolare europeo confermi la sua centralità con una visione politica dell’Europa di domani e con una politica estera che deve vederci protagonisti, deve tornare a vedere l'Europa capace di individuare soluzioni, capace di avere anche, per fare questo, uno strumento militare”. Queste le parole del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale a margine del congresso del Partito Popolare europeo che si sta tenendo a Bucarest, in Romania. “Avere l'esercito europeo significa fare un grande salto di qualità, per svolgere il ruolo di portatore di pace in Medio Oriente, in Africa, e anche all'interno della NATO poter contare di più, non aspettare sempre il sostegno degli americani, ma essere degli interlocutori, alleati e amici che si confrontano sulle grandi questioni”. Così ha concluso l’Onorevole Tajani. (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: Serve un esercito europeo per tornare protagonisti della politica estera
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