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Un instant book per spiegare, dal punto di vista dei magistrati, le ragioni del Sì al referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo

Fabrizio de Feo
L’instant book dei magistrati che sostengono la riforma

Sui navigli, nel cuore della movida Milanese, si piange la morte del terrorista Khamenei. Nel centro islamico Imam Ali, uomini e donne, rigorosamente coperte dai burqa, hanno commemorato la dipartita dell'ex Guida suprema dell'Iran. E oltre a questo, stiamo assistendo alla saldatura tra i pro-Pal, quindi sunniti, agli sciiti che guardano alla Repubblica islamica. Un asse pericoloso. E il problema lo abbiamo anche in casa

Giulia Sorrentino
Abbiamo i pro-Khamenei in casa

“La posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l'Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un'altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l'effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino. La guerra in Iraq ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell'energia e del costo della vita”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. Moncloa (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Crisi Golfo, Sanchez risponde a Trump su no uso basi in Spagna: Non ripeteremo errori dell'Iraq
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