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Ogni 25 aprile, all’angolo tra Corso Venezia e Via Palestro, proprio sotto le arcate eleganti di Porta Venezia, inizia la storia di una giornata che non è mai uguale. Alle due del pomeriggio la gente comincia ad arrivare: bandiere rosse, tricolori, striscioni colorati, qualche fazzoletto della Resistenza. L’aria si riempie di chiacchiere, saluti, risate nervose. Poi, verso le due e mezza, il corteo si mette in movimento. Il serpentone parte lento, quasi timido, e piano piano prende forza. Quest’anno sono quattro anime diverse che camminano insieme solo per i primi metri, prima di dividersi verso piazze diverse. Ma quel momento iniziale, sotto i palazzi liberty, è ancora lo stesso di sempre: Milano che si ricorda di essere stata liberata e che prova, ogni volta, a restare unita.

Paola Fucilieri
Il momento in cui Milano ricorda ancora di essere stata "liberata"

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato, in rappresentanza del Governo, alle Fosse Ardeatine in occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione. Presso il Mausoleo Ardeatino, il Ministro ha deposto una corona d’alloro sulla lapide posta all’ingresso della Cave Ardeatine, alla quale è seguito un minuto di raccoglimento in ricordo delle 355 vittime della strage nazi-fascista. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Tajani depone una corona d'alloro alle Fosse Ardeatine in occasione del 25 aprile

Si è svolta questa mattina a Roma la manifestazione per l'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Durante il corteo i manifestanti hanno acceso i fumogeni rossi. (Alexander Jakhnagiev)

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Fumogeni coprono la manifestazione del 25 aprile a Roma

"Ma oggi manifestano contro Trump, non contro gli americani, che è una cosa diversa. Oggi Trump sta mettendo in discussione anche i valori degli Stati Uniti. Trump oggi rappresenta un modello di capitalismo che è incompatibile con la democrazia, sta portando in giro per il mondo la guerra", così il segretario della Cgil Maurizio Landini in un punto stampa al corteo del 25 aprile. (Alexander Jakhnagiev)

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Landini: Trump porta guerra in giro per il mondo bisogna fermarlo

"No, penso che la si canterà anche oggi. Anzi, Bella Ciao è una canzone che bisogna continuare a cantare sempre, perché è proprio grazie a tante persone che hanno rimesso la loro vita per ridare la libertà a tutti, che oggi noi possiamo essere liberi", così il segretario della Cgil Maurizio Landini in un punto stampa al corteo del 25 aprile. (Alexander Jakhnagiev)

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Landini: Bella Ciao in Aula? Va cantata sempre, democrazia si difende praticandola

"Senza la sconfitta del nazismo e del fascismo, non esisterebbe né la democrazia, né la libertà, né la nostra Repubblica Italiana. Quindi è una giornata importantissima, e credo che quest'anno sia ancora più rilevante, non solo perché tra un po’ cadranno gli ottant’anni della Repubblica, ma perché in un momento in cui la guerra è tornata ad essere lo strumento che sostituisce la politica, credo sia assolutamente fondamentale ribadire che il 25 Aprile rappresenta proprio la sconfitta della guerra. Soprattutto, chi ha fatto la lotta partigiana e ha sconfitto il nazismo e il fascismo, non a caso ha scritto nella Costituzione che il nostro è un Paese che ripudia la guerra. Coloro che l'hanno vissuta hanno indicato a tutti i posteri che bisogna ripudiarla ed evitarla, e credo che questo sia un punto assolutamente fondamentale", così il segretario della Cgil Maurizio Landini in un punto stampa al corteo del 25 aprile. (Alexander Jakhnagiev)

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Landini: Ancora più importante festeggiare 25 aprile in un periodo di guerra

"Sa, la Resistenza indica una cosa: ci sono state persone che nella loro vita, a un certo punto, hanno dovuto decidere da che parte stavano. Se stavano col fascismo o se stavano nella lotta per affermare la democrazia di tutti. Io credo che riconfermare quei valori significa praticare, nella vita di ognuno di noi, ogni giorno, nel luogo di lavoro, nella società in cui è, nell'impegno sociale in cui è, avere questo riferimento. Perché il rispetto di tutti passa attraverso il rifiuto della violenza e il rifiuto della guerra", così il segretario della Cgil Maurizio Landini in un punto stampa al corteo del 25 aprile. (Alexander Jakhnagiev)

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Landini a corteo 25 aprile: La Resistenza passa attraverso il rifiuto della guerra
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