Si arriva a un punto in cui i morti smetti di contarli. Non ce la fai a seguire la lista quotidiana dei numeri del virus. Contagiati, ricoverati, in terapia intensiva, guariti e quelli che non ci sono più. Dopo mesi e mesi ti fermi. Metti un punto.
Si arriva a un punto in cui i morti smetti di contarli. Non ce la fai a seguire la lista quotidiana dei numeri del virus. Contagiati, ricoverati, in terapia intensiva, guariti e quelli che non ci sono più. Dopo mesi e mesi ti fermi. Metti un punto.
Ritardi e contestazioni, le elezioni rischiano di finire in tribunale
Il governo in queste ore si interroga sul lockdown. Non sa come e dove farlo. Non sa quanto ci costerà. Non si sa neppure a chi tocca davvero mettere e subire il sigillo. A Conte, ai governatori, ai sindaci?
C'è una vittima del Covid che non è una persona. Non ha corpo, cuore e polmoni, eppure si sta spegnendo lo stesso. È immateriale. È un'idea, un luogo, un'istituzione e incarna la democrazia.
a fotografia sembra raccontare la vigilia di un'apocalisse. È un groviglio di linee e di fari che si muove in ogni angolo della ville lumière. Parigi freme, Parigi ha paura, Parigi scappa di casa.
I premier navigano a vista: ipotesi lockdown continentale. E Michel ammette il fallimento
La sfida al virus adesso è campale. È una battaglia di terra, giorno dopo giorno, su campi ben definiti: sanità, scuola, trasporti, aziende
Consiglio dei ministri non conosce coprifuoco. Ci si vede di sabato, quando il sole è tramontato, come al solito dopo cena, replicando lo schema dei giorni cupi di primavera.
È una sera di autunno, ma sembra già inverno. Il crepuscolo è un confine sottile e se ne va via in fretta e apre le porte alla malinconia e alla paura.
La colpa è sempre degli altri. Non importa neppure sapere chi siano veramente. Non servono nomi e cognomi.