Tutti i partiti politici si ritrovano a fare i conti con la variabile Draghi. È arrivato e ha mischiato le carte, spiazzando e dividendo.
Tutti i partiti politici si ritrovano a fare i conti con la variabile Draghi. È arrivato e ha mischiato le carte, spiazzando e dividendo.
Mario Draghi ha aperto una porta, quella del tempo. Non conta quanto resterà a Palazzo Chigi e neppure la sua età anagrafica, il suo discorso al Senato, almeno per un giorno, ridefinisce l'orizzonte della politica
Tessere, spille, manifesti elettorali, ritagli di giornali. Un viaggio alla ricerca del tempo perduto del (e dal) Pci
Quando non puoi prenderti tutto, allora puntelli le casematte. È quello che ha fatto Mario Draghi. Non poteva non tenere conto dei partiti.
Dove finisce la sinistra? L'ultima grande inquietudine del Pd è questa. Non passa giorno che qualcuno non stia lì a segnare il confine.
Sarebbe bello avere un po' di silenzio. Non tanto e non per sempre. Solo una manciata, adesso che si sta per partire verso un'avventura dove ci si gioca il futuro
Draghi siamo noi. Draghi è il Pd. Nicola Zingaretti ha passato tutto il pomeriggio di ieri a ripetere questo concetto, quasi per convincersi che sia vero
C'è già un confine in questa maggioranza che sta per nascere. Non è ancora di idee o di uomini, di programmi o ministeri. È l'approccio a Draghi. Lo specchio è la fiducia.
Non è questo il momento di impiccarsi ai nomi. Mario Draghi sta cercando di dare forma alla sua maggioranza e anche questo lavoro non è solo una questione di "ci sto" o "non ci sto".
Impossibile pensare che il tentantivo fallisca. Se Salvini dirà sì, Draghi non chiederà le porte.