È stato reso noto il programma di Identità Milano 2026, il più importante congresso gastronomico italiano, che si svolgerà quest’anno eccezionalmente dal 7 al 9 giugno – e non nella solita collocazione a febbraio a causa della coincidenza con i Giochi Olimpici – ma sempre all’Allianz MiCo North Wing. E come ogni anno la kermesse ideata da Paolo Marchi e Claudio Ceroni mette in fila chef, maître, pasticcieri, bartender e protagonisti dell’hôtellerie internazionale, ma soprattutto prova a interrogarsi su dove stia andando il settore.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Identità Future: la libertà di pensare”, suona come una dichiarazione d’intenti. In un momento in cui la ristorazione vive una fase di trasformazione profonda — tra nuovi modelli di consumo, attenzione alla sostenibilità, mutamento dei linguaggi e ridefinizione dell’ospitalità — il congresso milanese si propone come luogo di confronto più che di celebrazione. La cucina resta il centro, ma il racconto si allarga: cultura, impresa, formazione, turismo e perfino psicologia entrano stabilmente in scena.
La novità più evidente è Identità Young, progetto che punta ad aprire il congresso a studenti e giovani professionisti. Non soltanto accesso alle lezioni, ma occasioni di confronto diretto con chi oggi guida la ristorazione contemporanea, dagli chef agli imprenditori. È un segnale piuttosto chiaro: il settore sente il bisogno di investire su una nuova generazione, non solo in termini di tecnica ma anche di visione.
Accanto a questo debutta Next Gen Lab, spazio dedicato alle realtà emergenti dello street food d’autore, segmento che negli ultimi anni ha mostrato una vitalità spesso superiore a quella della ristorazione più tradizionale. Anche qui il messaggio è evidente: il futuro non passa soltanto dalle insegne blasonate, ma anche da format agili, nuovi linguaggi e modelli di business più flessibili. Il cuore della manifestazione resta naturalmente il Main Stage, che nelle tre giornate porta sul palco alcuni dei nomi più rilevanti della scena gastronomica italiana e internazionale.
Domenica 7 si apre con il saluto dei fondatori e con un omaggio ad Aimo Moroni, figura simbolica della cucina italiana. Tra i momenti più attesi, il dialogo tra Davide Oldani e Massimo Recalcati, incontro che promette di mettere in relazione cucina e riflessione culturale, e l’intervento di Corrado Assenza sul “Ponte Mediterraneo”, viaggio tra grano, territori e persone. Nel pomeriggio spazio al vino, tra cinema e nuove tendenze, con il tema low e no alcol che ormai da fenomeno di costume si candida a questione strutturale.
La giornata di lunedì 8 alza ulteriormente il livello internazionale: sul palco saliranno Alain Ducasse, Antonio Bachour, Niko Romito, Antonia Klugmann, Carlo Cracco e Mitsuharu Tsumura. Una sequenza di nomi che da sola restituisce la dimensione internazionale dell’evento.
Martedì la chiusura è affidata a Massimiliano Alajmo, al professore Charles Spence, allo chef londinese Santiago Lastra e a Gennaro Esposito, fino al ponte finale con Festa a Vico. Ci sarà anche un omaggio ai 60 di Da Vittorio a Brusaporto, il ristorante tristellato della famiglia Cerea che è la scatola nera di un sistema gastronomico contemporaneo e potente. Sugli altri palchi minori (ma solo per la dimensione, non per l’interesse dei contenuti) si svolgeranno focus specialistici.
Domenica all’Emerald 1 ci sarà Identità di Pasta (tra i protagonisti Jacopo Ticchi, Francesco Apreda, Alberto Gipponi, Chiara Pavan e Francesco Brutto, Matias Perdomo e Simon Press), all’Emerald 2 Identità di Formaggio (con tra gli altri Isa Mazzocchi e Luca Pezzetta), allo Spazio Arena Golosi di identità e al Pavillion Hospitality la Bar experience con alcuni dei migliori bartender italiani.
Lunedì all’Emerald 1 ci sarà Identità di Territorio (con Mattia Pecis, Paolo Griffa, Moreno Cedroni, Andrea Aprea e Jessica Rocchi), all’Emerald 2 Identità di Pizza con Diego Vitagliano, Francesco Capece, Francesco Martucci e Luca Pezzetta), Mazzocchi e Luca Pezzetta), allo Spazio Arena un panel sull’hospitality e al Pavillion Hospitality un nuovo round della Bar experience, mentre il martedì all’Emerald 1 spazio a Identità Umbria, dedicato alla regione ospite dell’anno e all’Emerald 2 Identità di Lievitati (con Ciccio Vitiello, Roberto Davanzo, Gennaro Esposito e Franco Pepe), all’Emerald 2 Identità di Bufala con Formaggio (con tra gli altri Isa Mazzocchi e Luca Pezzetta), allo Spazio Arena un evento ancora da
definire e al Pavillion Hospitality la terza giornata della Bar experience.Un programma ricco come al solito che prova a raccontare il mondo della ristorazione e di quello che gli gira attorno con un approccio laico e dinamico.