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"Poco fa Netanyahu ha annunciato 'un'invasione massiccia a Gaza': è di poche ore fa l'approvazione di un folle piano da parte di Israele per occupare la Striscia e strappare le persone dalla loro terra. Tutto dopo aver strappato oltre 50 mila vite palestinesi con un sistematico sterminio e bloccato cibo e medicine vitali per tante persone, per tanti bambini", scrive su Facebook il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte. "'Siamo preoccupati', 'esortiamo Israele' balbetta l'Unione europea con le solite chiacchiere di circostanza. Da Giorgia Meloni nemmeno una parola: gli atti del governo italiano restano fermi a foto di ministri che stringono le mani sporche di sangue di Netanyahu. Allora voglio essere chiaro: la premier non si presenti più in Aula a farci lezioncine ipocrite di sovranità, autodeterminazione dei popoli, libertà, diritto internazionale. Embargo sulle armi a Israele e pesanti sanzioni commerciali e diplomatiche, riconoscimento della Palestina. Questa - conclude - sarebbe la nostra Italia, questa sarebbe la nostra Europa. Abbiamo l'obbligo morale di fermare la follia di Netanyahu". (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Conte: "Da Netanyahu folle piano di occupazione Gaza, fermarlo è obbligo morale"

"Quello che Nethanyahu sta portando avanti è un disegno criminale. La comunità internazionale e il Governo italiano deve fare tutto quello che è in suo potere per fermare questo disegno di occupazione e deportazione dei palestinesi di Gaza. E bisogna far sì che arrivino gli aiuti a una popolazione stremata da questo massacro" così la segretaria del Pd Elly Schlein. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Schlein "Occupazione di Gaza è disegno criminale di Nethanyahu, comunità internazionale lo fermi"

Una certa politica di sinistra interpreta le elezioni in Canada e poi in Australia, la vittoria del fronte progressista, come un voto anti Trump e anti destre e quindi festeggia. Nessuna attenzione per i contenuti, semplicemente un voto contro. Un'attitudine che un pezzo di politica italiana ha da molto tempo

Giovanni Toti
Quelle alleanze "contro" e la visione manichea della politica

"E' piacere parlare francese e riuscire a comprendere quel dicono altri cardinali. Ci sono 70 nazionalità diverse tra i cardinali e non mi dispiacerebbe se ci fosse un Papa africano. Ci sarà un'assemblea ulteriore questo pomeriggio perché tutti i cardinali devono poter parlare e quella di stamattina non era sufficiente. E chi lo sa, magari tra di noi c'è già il futuro Papa che ci ascolta e prende nota di quel che viene detto" così il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, prima di entrare alla congregazione dei cardinali. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Conclave, Monsignor Vesco (arcivescovo Algeri): "Non mi dispiacerebbe un Papa africano"
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