La lite sul balcone davanti ai vicini, poi il gesto estremo: i due (54 e 61 anni) si stavano separando. Sono precipitati sulla rampa del garage
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La lite sul balcone davanti ai vicini, poi il gesto estremo: i due (54 e 61 anni) si stavano separando. Sono precipitati sulla rampa del garage
Tra le persone arrestate dai Carabinieri questa mattina, su mandato della Dda di Roma, c'è anche Raffaele Pernasetti, Er Palletta della Banda della Magliana classe 1950. Secondo quanto emerge dall'ordinanza emessa dal gip della Capitale, il 75enne si occupava del narcotraffico procurando per l'organizzazione criminale la droga e in particolare hashish e cocaina. Dalle carte dell'indagine emerge che l'ex Magliana aveva legami con gruppo di narcotrafficanti di San Basilio guidato da Rosario Morando, ritenuto dagli inquirenti esponente della famiglia di 'ndrangheta di Platì. Chi indaga ha accertato che Pernasetti frequentava quasi quotidianamente un ristorante di Testaccio scoprendo i vertici dell'organizzazione che operava nel quartiere del Trullo, area sud di Roma. Secondo gli inquirenti a capo della struttura c'era il quarantenne Manuel Severa. Il gip scrive che l'indagato "gestiva la compravendita della droga mentre Pernasetti aveva il ruolo di intermediario per l'acquisto e il rifornimento, svolgendo la funzione di broker e sfruttando la sua vasta rete di conoscenza nel settore del narcotraffico, in cui godeva della fiducia e rispetto, conquistati nel corso degli anni". Nell'ordinanza viene ricostruito il curriculum criminale di Er Palletta che negli anni '70 si unì alle batterie di rapinatori legate al boss Enrico De Pedis, detto Renatino, di cui divenne l'uomo di fiducia. Il gruppo operava nel quartieri di Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle. Dal punto di vista giudiziario, nel 1998, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Abbatino, nel processo di secondo grado contro la "Banda", la Prima Corte D'Assise di Appello di Roma ha condannato Pernasetti all'ergastolo: sospettato di sette omicidi, viene riportato nell'ordinanza, venne poi condannato in primo grado a quattro ergastoli; per tre di questi assolto in Appello.
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