"Finché statuto Pd dice che Schlein è segretario nazionale, la chiamerò così". Così Marco Perissa di FdI in Aula, dopo che Cecilia Guerra ha chiamato "signora" Mulè per protesta. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
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"Finché statuto Pd dice che Schlein è segretario nazionale, la chiamerò così". Così Marco Perissa di FdI in Aula, dopo che Cecilia Guerra ha chiamato "signora" Mulè per protesta. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
Scintille in Aula alla Camera fra il deputato di Azione Enrico Costa e altri esponenti dell'opposizione. Al centro del botta e risposta, la richiesta che M5s, Pd e Verdi-Sinistra hanno fatto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di intervenire in Aula per chiarire le notizie che stanno uscendo sull'indagine sulle commesse Anas. I primi a intervenire - durante l'esame della Manovra - sono stati Federico Cafiero de Rhao (M5s), Debora Serracchiani (Pd) e Angelo Bonelli (Verdi-Sinistra), che hanno chiesto una informativa urgente a Salvini o almeno un intervento chiarificatore del governo. L'ultimo a prendere la parola è stato Costa, contrario alle richieste degli altri esponenti di opposizione: "Non portiamo avanti lo schema delle informative a gettone". Quando Costa ha criticato gli interventi di De Raho - "Vorrei ricordargli che qui non siamo in tribunale" - e di Serracchiani - "Ha detto che è una questione politica, ma ha cercato di costituirsi parte civile nei confronti di un sottosegretario, quindi non è una questione politica" - dai banchi del M5s, Pd e Avs sono partite le urla, che hanno interrotto Costa, mentre la maggioranza lo applaudiva. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Apprendiamo dai quotidiani odierni vicende gravissime che riguardano alcuni membri del governo. Non ci riguarda la vicenda giudiziaria che avrà il suo corso, ma il punto politico si. Il governo non ha ancora ritenuto di smentire quanto riportato dai giornali. È necessario quindi fare chiarezza circa comportamenti incompatibili con il buon funzionamento delle istituzioni". Così Debora Serracchiani in aula sul caso delle commesse Anas. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Se lei ci tiene al suo genere, io tengo al mio. Basta rivolgersi a noi donne con appellativi maschili". Maria Cecilia Guerra del Pd prenda la parole in aula durante i lavori sulla manovra per stigmatizzare l'atteggiamento dei colleghi, nel caso Marco Perissa di Fdi, che si rivolgono a colleghe donna chiamandole al maschile come fatto con Elly Schlein definita 'segretario' del Pd. Guerra quindi si è rivolta al presidente di turno Giorgio Mulè così: "Signora presidente". Un appellativo che non è stato gradito del diretto interessato: "Onorevole Guerra, avrei qualcosa da ridire. La mia identità è quella e se si rivolge a me lo faccia come presidente, non si può rivolgere a me come 'signora presidente'". E allora Guerra spiega rivolta a Mulè: "Mi faccia spiegare. Il deputato Marco Perissa ha parlato della segretaria del mio partito chiamandola al maschile 'segretariò ritenendo che questa sia una scelta che a lui compete. Quindi se è permesso rivolgersi a una donna con appellativo maschile, allora è consentito anche a me rivolgermi a lei al femminile a meno che non richiami tutti quelli che continuano a chiamare le donne al maschile. Lei tiene al suo genere, io tengo al mio". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Votiamo la nostra proposta di un congedo paritario pienamente retribuito di 5 mesi per entrambi i genitori. E' già realtà in Finlandia, in Spagna lo è per tre mesi. Su questa riforma dovrebbe esserci il pieno appoggio trasversale di tutte le forze del Parlamento. In una società patriarcale come è la nostra il carico di cura familiare grava in modo sproporzionato sulle donne. Il congedo partitario potrebbe redistribuire quel carico". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nella discussione alla Camera sulla manovra. "Non sta scritto in nessuna legge naturale che siano le donne a farsi carico dell'esigenza di cura in famiglia". "Ma voi scegliete consapevolmente di tenere le donne a freno, di aumentare il carico di cura sulle loro spalle. Non lo accettiamo. Non è questo che ci aspetta dalla prima premier donna che dovrebbe battersi per migliorare la qualità della vita e del lavoro di tutte le altre donne, sennò il soffitto di cristallo lo stai rompendo sulle altre su cui cadono le schegge taglienti della vostra indifferenza". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
"La seconda legge di Bilancio del Governo Meloni è addirittura peggiore della prima. Una manovra iniqua che non aiuta le donne, non aiuta i giovani e non aiuta le famiglie. Nessuna prospettiva di crescita per il Paese, nessuna delle proposte elettorali (dalla flat tax all'abolizione della Fornero) messa a terra, ma una legge di bilancio di mance e mancette, senza visone di futuro". Lo ha detto in Aula Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito democratico, intervenendo in discussione generale sulla legge di Bilancio. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
Questi mesi siete riusciti a mescolare tutto in una retorica comunicativa in cui siete dei fuoriclasse. Dovevate insistere sul no al Mes per ottenere buoni risultati sul Patto di Stabilità e di questa vostra strategia oggi non rimane nulla. Il Patto di stabilità è talmente lacrime e sangue per l'Italia che perfino l'Olanda ha festeggiato. Nemmeno i giornali di destra sono riusciti a difendere la scelta del governo". Lo ha detto il capogruppo del M5s Stefano Patuanelli in dichiarazione di voto sulla fiducia alla manovra. "Vorrei stendere un velo pietoso sulla conferenza stampa dei ministri tedesco e francese che hanno comunicato l'avvenuto accordo, dicendo che il governo italiano è stato informato. Insomma un disastro", ha detto Patuanelli, aggiungendo che "questo governo porta non solo all'isolamento del nostro paese ma ci obbliga a prendere schiaffi e a dire anche grazie a chi ce li sta dando. Siamo umiliati, schiaffeggiati e ricattati dall'Europa. Tornano vincoli rigidi, una nuova stagione di austerità". Fonte video: Senato (Alexander Jakhnagiev)
Con 72 voti favorevoli, 184 contrari e 44 astenuti, la Camera ha respinto il disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dell'Accordo recante modifica del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità, fatto a Bruxelles il 27 gennaio e l'8 febbraio 2021. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Diteci cosa avete ottenuto ieri in Europa? Siete tornati non con un patto, ma con 'paccò di stabilità e decrescita. Una decrescita infelice. Sarà un disastro per la nostra economia". Così Giuseppe Conte in aula alla Camera sul Mes. "Ad Atreju siete dei leoni. In Europa degli agnellini. Meloni diventa paonazza ma perchè non si scompone così anche in Europa?". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)
Massima disponibilità e solidarietà verso il popolo ucraino, “attraverso un sostegno fattivo che per quanto mi compete si declina nell’offrire opportunità di lavoro e formazione sul nostro territorio”. Lo ha dichiarato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, nel corso del question time alla Camera sulle iniziative al fine di assicurare la continuità lavorativa dei cittadini ucraini che svolgono la loro attività sul territorio italiano. “Si tratta di una protezione doverosa, il governo intende garantire la continuità occupazionale”, ha aggiunto. Fonte video: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)