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Una serie di manifestazioni sono previste oggi in Danimarca e Groenlandia contro Donald Trump e i suoi piani per il controllo della Groenlandia. Lo scrive il Guardian. L'obiettivo delle proteste, che si svolgeranno mentre una delegazione statunitense di legislatori bipartisan incontrerà funzionari danesi e groenlandesi a Copenaghen, "è quello di inviare un messaggio chiaro e unitario di rispetto per la democrazia e i diritti umani fondamentali della Groenlandia", ha scritto Uagut, un'organizzazione di groenlandesi in Danimarca, sul suo sito web. Il Guardian ricorda che Jeff Landry, inviato speciale di Trump in Groenlandia, ha dichiarato ieri che un accordo per l'acquisizione dell'isola da parte di Washington "dovrebbe e sarà raggiunto" durante questa visita e che il presidente "è seriamente intenzionato" ad acquisire il territorio in gran parte autonomo, che fa parte del regno danese. "In questi tempi, è importante mostrare un fronte unito e cooperare ampiamente. Chiediamo il rispetto del diritto all'autodeterminazione della Groenlandia e il rispetto per il popolo groenlandese. Questa non è solo una lotta per la Groenlandia, ma anche per il resto del mondo", ha dichiarato Poul Johannesen dell'iniziativa popolare "Hands Off Kalaallit Nunaat". Ieri Trump ha minacciato di imporre dazi a coloro che si oppongono ai suoi piani di annessione del territorio in gran parte autonomo, che fa parte del regno danese. All'inizio della settimana, diversi alleati della Nato - tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia e Svezia - hanno schierato truppe sull'isola artica, con il primo ministro danese, Mette Frederiksen, che ha affermato che la difesa della Groenlandia è una "preoccupazione comune" per l'intera Nato.

Redazione web
Danimarca in piazza per dire "no" a Trump: le immagini delle proteste per la Groenlandia

A quasi 30 anni dalla fine dell'assedio di Sarajevo, la capitale della Bosnia cerca di voltare pagina e di trovare un nuovo equilibrio. Gli accordi di Dayton hanno prodotto una pace imperfetta che però, nonostante le tensioni tra le varie comunità presenti nel Paese balcanico, sembra reggere ancora oggi. E intanto la Gerusalemme d'Europa si apre al mondo.

Valerio Chiapparino
Baščaršija, il centro storico di Sarajevo

11 luglio 1995. I soldati dell'esercito serbo bosniaco entrano a Srebrenica. Nel giro di pochi giorni, gli uomini di Ratko Mladic uccidono 8372 persone. Il primo genocidio dalla fine della seconda guerra mondiale, avvenuto nonostante la presenza delle truppe Onu nell'area, è ricordato nel museo-memoriale e nel cimitero collocati a Potocari, a pochi chilometri da Srebrenica e dal confine con la Serbia. Il memoriale si trova di fronte all'ex base in cui operava la Forza di protezione delle Nazioni Unite.

Valerio Chiapparino
Srebrenica, 30 anni dopo la strage

L'ex presidente della Repubblica francese ha varcato oggi i cancelli del carcere parigino della Santé a seguito di una condanna in primo grado per associazione a delinquere. Lui si dichiara innocente e tra poche settimane sarà già a casa per via dell'età e delle condizioni di salute

Francesca Galici
Gli ultimi momenti di libertà di Nicolas Sarkozy

Downing Street punta inoltre a strappare garanzie sulla continuità del sostegno americano all’Ucraina, mentre su Gaza le posizioni restano distanti

Francesca Salvatore
Trump a corte di Re Carlo III
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