Politica estera
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La Missione italiana di supporto in Niger (Misin) è ben radicata con circa 350 militari che la rendono la maggiore missione bilaterale italiana all'estero e che portano avanti compiti di addestramento delle forze nigerine proprio per rafforzarne le capacità di contrasto alle crescenti minacce della sicurezza nel Paese. I numeri infatti parlano chiaro: solo nel 2024 gli attacchi jihadisti sono passati da 62 a 101 con le vittime quasi raddoppiate. E nel primo semestre 2025 si contano già quasi 950 morti in 472 episodi di violenza.
"Oggi sottoscriverò due accordi di cooperazione in Senegal". Lo ha annunciato da Dakar il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, facendo riferimento a un memorandum antidroga e a un accordo sulla sicurezza in materia di terrorismo e migrazione. "Sono semi che vanno diffusi per fare in modo che queste collaborazioni producano poi gli effetti che stiamo già vedendo a proposito di temi come il contrasto all'immigrazione irregolare", ha spiegato, parlando di "una cornice di collaborazione sui temi della sicurezza e una cooperazione basata su uno scambio di informazioni reciproche, operatività congiunta, anche formazione che ci viene molto richiesta". Piantedosi ha sottolineato che le forze di polizia italiane "hanno da insegnare sia per quella che è l'esperienza acquisita negli anni, ma anche come metodologia che è molto riconosciuta e molto ambita da parte dei Paesi africani". Ciò che le rende richieste è il "fatto che l'Italia tratta questi fenomeni in maniera molto più conciliante con le esigenze dei Paesi con cui collabora". Un "approccio" che "caratterizza un po' tutte le forme di collaborazione, anche in materia di polizia, che è molto ambito perché privilegia mettersi sullo stesso piano" nella "tutela di interessi comuni".
Il ministro degli esteri Tajani: "L'Italia vuole essere sempre più presente nel continente africano, lo spirito del viaggio in Mauritania, in Senegal e in Niger è proprio questo per svolgere un ruolo sempre più importante dell'Italia in Africa basato sul piano Mattei, ma su anche su tante altre iniziative di cooperazione".
"Dal punto di vista dei temi della cooperazione di polizia, abbiamo rilanciato la disponibilità ad ogni forma di collaborazione secondo quella che è la specificità italiana, di condividere i problemi con questi Paesi". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi dopo l'incontro con il premier e i ministri degli Esteri e dell'Interno nigerini a Niamey. "Abbiamo offerto una collaborazione che possa partire dall'attivazione di tavoli di confronto diretto tra le strutture di polizia e ci è stato molto richiesto il rafforzamento della formazione anche per il personale della polizia presente qui in Niger. Abbiamo offerto anche ospitalità nelle nostre scuole di polizia in Italia, quindi credo che si sono creati i presupposti per un rafforzamento della collaborazione che è già molto attiva", ha sottolineato.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato il leader cinese Xi Jinping, un’opportunità per i leader delle due maggiori economie del mondo di stabilizzare le relazioni dopo mesi di turbolenze sulle questioni commerciali. L’uso aggressivo dei dazi da parte di Trump da quando è tornato alla Casa Bianca per un secondo mandato, combinato con i limiti di ritorsione della Cina sulle esportazioni di elementi di terre rare, hanno dato all’incontro una nuova urgenza. Esiste un reciproco riconoscimento del fatto che nessuna delle due parti vuole rischiare di far saltare in aria l’economia mondiale in modi che potrebbero mettere a repentaglio le fortune del proprio paese.Quando i due si sono seduti, Xi ha letto i commenti preparati che sottolineavano la volontà di lavorare insieme nonostante le differenze.
La provincia canadese utilizza Ronald Reagan contro le politiche commerciali del Tycoon
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato accolto da un lungo applauso e una standing ovation da parte dei membri del Parlamento israeliano al suo ingresso alla seduta plenaria della Knesset dove terrà un discorso sul suo piano di pace per Gaza. Applausi scroscianti sono stati riservati anche ai membri del gabinetto di Trump presenti nella tribuna pubblica: il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Anche Ivanka Trump ha preso posto nell'aula del Parlamento.
Melania Trump ha annunciato che otto bambini ucraini, precedentemente deportati in Russia, sono stati riuniti alle loro famiglie nelle ultime 24 ore. La First Lady ha parlato dalla Casa Bianca, rivelando che il suo team ha avviato un canale diretto con quello del presidente russo Vladimir Putin. "Il mio rappresentante ha collaborato con il team del presidente Putin per garantire il ricongiungimento sicuro dei bambini con le loro famiglie", ha dichiarato ai giornalisti. La notizia sorprende per il ruolo attivo della First Lady in una questione delicata come la restituzione dei minori, al centro delle tensioni internazionali tra Mosca e Kiev. I dettagli dell'accordo non sono stati resi noti, ma Melania ha assicurato che l'impegno continuerà "finché ogni bambino non sarà tornato a casa"
C'erano tante aspettative sull'assegnazione del premio Nobel per la Pace a Donald Trump, ma la verità è che anche per l'accademia svedese premiare un bianco, conservatore e pure miliardario era troppo