"Se me fai finì, poi rispondo". Così il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, risponde in romanesco a un giornalista a New York. (Alexander Jakhnagiev)
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"Se me fai finì, poi rispondo". Così il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, risponde in romanesco a un giornalista a New York. (Alexander Jakhnagiev)
Un incendio ha colpito un furgoncino dei gelati sotto al Radio City Music Hall a Manhattan, nella città di New York. (Alexander Jakhnagiev)
“Il nostro compito è quello di essere riferimento e di interpretare le sensibilità. Eventualmente di formulare suggerimenti. Io credo che occorra di fronte ad un fenomeno così pensare in maniera adeguata: gli accordi di Dublino sono preistoria. Era un altro mondo. Sono fuori dalla realtà. Occorre uno sforzo per cercare una soluzione insieme, prima che sia impossibile governare il fenomeno migratorio in modo da affrontarlo con nuove formule”, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione di una conferenza stampa indetta insieme al Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. /Immagini Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
“La dimensione e caratteristica globale del fenomeno dei migranti ha molte cause. Di fronte a questo occorrono soluzioni nuove e coraggiose, non superficiali o approssimative”, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione di una conferenza stampa indetta insieme al Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. /Immagini Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
“Tre sono le grandi questioni che sono di fronte al mondo e all’Europa: clima, energia e migratoria. Abbiamo sorvolato zone colpite dagli incendi in Sicilia. C’è una esigenza comune di affrontare insieme questi temi”, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione di una conferenza stampa indetta insieme al Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. /Immagini Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Sono, questi, alcuni dei temi che l’Italia porrà al centro della sua Presidenza del G7 nel 2024. Ma sono soprattutto questioni che investono la responsabilità delle Nazioni Unite. Sfide enormi, che non possiamo affrontare se non prendiamo atto anche dei nostri limiti, come Nazioni e nel sistema multilaterale. Per questo l’Italia sostiene la necessità di una riforma del Consiglio di Sicurezza che lo renda più rappresentativo, trasparente ed efficace. Che garantisca una distribuzione geografica dei seggi più equa e rafforzi anche la rappresentanza regionale. Che esca dall’assetto cristallizzato all’esito di un conflitto che si è concluso ottant’anni fa, in un altro secolo, un altro millennio, per dare a tutti la possibilità di dimostrare il proprio valore nel presente. Su questi e molti altri temi si dimostrerà la nostra capacità di governare il nostro tempo. La nostra capacità di fare quello che in questa sede, il 2 ottobre del 1979, un grande uomo, un santo e uno statista come Papa Giovanni Paolo II, ci ricordava, e cioè che l’attività politica, nazionale e internazionale, viene “dall’uomo”, si esercita “attraverso l’uomo” ed è “per l’uomo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu, a New York. Fonte video: UN (Alexander Jakhnagiev)
"l punto centrale e’ che dobbiamo avere il coraggio di rimettere l’uomo, con i suoi diritti, al centro del nostro agire. Un principio apparentemente scontato, che tuttavia scontato non è più. Nazioni vengono invase, la ricchezza si concentra sempre di più, la povertà dilaga, si riaffaccia la schiavitù, tutto sembra voler mettere a repentaglio la sacralità dell’essere umano. Perfino quello che a uno sguardo superficiale può sembrare uno strumento per migliorare il benessere dell’umanità, a un’analisi più attenta rivela i suoi rischi. Pensiamo all’intelligenza artificiale. Le applicazioni di questa nuova tecnologia rappresentano sicuramente una grande opportunità in molti campi, ma non possiamo fingere di non comprendere anche gli enormi rischi che porta con sé. Non sono certa che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle implicazioni connesse a uno sviluppo tecnologico che corre molto più velocemente della nostra capacità di governarne gli effetti". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu, a New York. Fonte video: UN (Alexander Jakhnagiev)
"Sono convinta che sia dovere di questa organizzazione rifiutare ogni ipocrisia e dichiarare una guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani". Lo dice il premier Giorgia Meloni, nel suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "E per farlo dobbiamo lavorare insieme a ogni livello e l'Italia intende essere in prima fila su questo fronte", ha aggiunto. Fonte video: UN (Alexander Jakhnagiev)
"E' un onore, per me, rappresentare l'Italia di fronte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Un onore che, tuttavia, non è leggero come il privilegio, ma pesante come lo è la responsabilità. Perché viviamo un'epoca complessa, fatta di emergenze e mutazioni continue, e non possiamo permetterci il lusso delle frasi di circostanza, dei principi decantati ma non attuati, delle scelte facili in luogo di quelle giuste". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo discorso all'assemblea generale dell'Onu. Fonte video: UN (Alexander Jakhnagiev)
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni fra gli italiani di New York a Colombus Circle. (Alexander Jakhnagiev)