Il tribunale sconfessa la decisione dei servizi segreti nel 2025: "Non sono contro la Costituzione"
Il tribunale sconfessa la decisione dei servizi segreti nel 2025: "Non sono contro la Costituzione"
Per polizia e carabinieri paga lo Stato. E piovono richieste dai delinquenti
Pochissimi i colpevoli: la stragrande maggioranza subisce l'ingiusta gogna
Viminale e questore in sintonia: "Niente sconti a nessuno". La lunga serie di casi
Ecco i lettori che hanno aderito all'iniziativa del Giornale sul referendum giustizia. Continuate a partecipare inviando le vostre immagini a iovotosi@ilgiornale.it
Tra un mese circa gli italiani saranno chiamati a esprimere il voto per il referendum giustizia. In tanti sono convinti che votare sì significhi spezzare il sistema della giustizia, ma non è così. Separare le carriere significa dividere i percorsi di quelli che indagano da quelli che giudicano, per non mischiare troppo le carte. E per questa battaglia la premier Giorgia Meloni si sta battendo come un leone. Il commento di Vittorio Feltri
Morosini è coautore di “Mani legate” contro la separazione delle carriere e presidente del tribunale di Palermo che ha condannato l’Italia a risarcire la Sea Watch
Siamo davanti a una questione elementare di ordine, di gerarchia dei diritti e di buonsenso. Ventitré condanne definitive non sono un inciampo burocratico
Tra i Paesi in cui è presente questa distinzione, nel percorso formativo di pm e giudice, figurano ad esempio la Germania, la Spagna e il Portogallo. Il modello differente lo si ritrova in Russia, Egitto e Iran