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Andrea Cuomo

Il più celebre e identitario piatto del ristorante tristellato di Brusaporto, replicato in tutti gli outlet del grande gruppo, viene trasformato, grazie alla famiglia Cerea, al pastry chef Simone Finazzi e al maître chocolatier Davide Comaschi, in un dolce che è un gioco di ambiguità visiva e memoria gastronomica, in un esercizio di sintesi tra tecnica, estetica e riconoscibilità

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Il pacchero di Da Vittorio diventa una torta

Da 10 al 20 e dal 24 al 28 settembre torna nel comune veneto una manifestazione che celebra il suo stretto legame con lo stoccafisso, che nel Quattrocento il navigatore veneziano Pietro Querini scoprì grazie… a un naufragio nelle isole Lofoten, nel nord della Norvegia. Un prodotto straordinario che oggi è diventato il simbolo della gastronomia vicentina

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Sandrigo festeggia il suo "bacalà"

Il ristorante guidato dallo chef Matteo Pancetti apre una sede estiva nell’isola delle Cicladi scegliendo uno spazio che porta con sé una memoria precisa: l’ex Museo del Folklore dell’isola. Nel menu ci sono alcuni piatti simbolo del ristorante meneghino — come il Ceviche Yapa e il Jamón de Tuna — riletti attraverso ingredienti e abitudini dell’arcipelago

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Yapa, da Milano ad Antiparos

L’azienda agricola toscana, al confine settentrionale della Maremma, non distante dal mare, è una realtà identitaria e riconoscibile per la vocazione alla tutela ambientale e all’identità del territorio. Si capisce anche dai vini, in particolare dal Tassinaia, un blend di cabernet Sauvignon e Merlot, e dallo straordinario Lupicaia, da Cabernet Sauvignon e Petit Verdot

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Castello del Terriccio, inno all’equilibrio

La gelateria milanese (con quattro negozi in città) propone una nuova selezione di gusti, alcuni che attingono ai classici (Pistacchio dolce e salato, Croccantino all’Amarena, Nocciola IGP delle Langhe) e altri frutto della continua ricerca, come Massa di cacao 100% e Biscotto Speculoos. E c’è anche il rilancio di Gelartico, la linea di barattoli pensata per il consumo domestico

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Artico, un’estate tra memoria e sorpresa

La cantina fondata nel 1956 da Paolo De Marchi e che ha contribuito a mostrare la vocazione all’eccellenza di questa terra, vuol dimostrare che essa può produrre anche bianchi eleganti, complessi e longevi. L’annata 2024 è seducente, elegante, complessa e molto persistente e promette anche una grande longevità. Una perla in puù per la cantina che produce il mitico Cepparello, Supertuscan di culto

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Chardonnay Isole e Olena, il lato “bianco” del Chianti Classico
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