Sirene a Tel Aviv e nuovi razzi da Hamas. Si aggrava il bilancio: oltre 150 morti | La diretta

Nelle prime ore della mattina sono state lanciate migliaia di razzi da Hamas dalla striscia di Gaza. Israele risponde con l'operazione "Spade di ferro", mentre Netanyahu parla alla nazione. Oltre 200 morti tra gli israeliani e 250 tra i palestinesi

Sirene a Tel Aviv e nuovi razzi da Hamas. Si aggrava il bilancio: oltre 150 morti | La diretta
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Un bilancio pesantissimo, con oltre 400 morti tra israeliani e palestinesi. È quello della guerra che Hamas ha deciso di scatenare contro Israele con un attacco su vasta scala fatto di migliaia di razzi e blitz via terra lungo la Striscia di Gaza. Secondo le autorità israeliane le vittime sarebbero 200, mentre i palestinesi uccisi sarebbero 250.

"Siamo a un passo da una grande vittoria e da una chiara apertura sul fronte di Gaza". È stata la prima dichiarazione ufficiale rilasciata dal capo di Hamas, Ismail Haniyeh, in un discorso televisivo, il primo tenuto dopo l'attacco lanciato questa mattina. "Gaza oggi cancella dalla nazione la vergogna delle sconfitte", ha rivendicato Haniyeh, rivolgendosi a "coloro che pensavano che sarebbero stati testimoni dell'eroismo e del coraggio degli uomini della resistenza". Duro il monito ai cobelligeranti: "Abbiamo ripetutamente avvertito Israele di non giocare con il fuoco riguardo alla nostra moschea di Al-Aqsa, ma non ci ha ascoltato".

Intorno alle 6.30 l'organizzazione terroristica palestinese ha lanciato l'operazione "Diluvio al-Aqsa" dalla striscia di Gaza. Ad annunciarlo è stato il capo dell'ala militare del gruppo, Muhammed Deif. "Abbiamo avvisato più volte il nemico sionista - ha dichiarato Deif - ma abbiamo sempre avuto dei rifiuti". La rivendicazione del raid è stata preceduta da un massiccio dispiegamento di razzi, almeno 5mila secondo i terroristi, seguito da messaggi di tripudio trasmessi dagli altoparlanti delle moschee, e dall'incursione di uomini armati a Sderot. In un breve discorso alla nazione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha informato il popolo di un'imminente mobilitazione. "Cittadini di Israele, siamo in guerra e vinceremo", ha affermato il capo dell'esecutivo. "Il nemico pagherà un prezzo che non ha mai conosciuto prima", ha continuato.

Non si è fatta attendere la replica delle Forze di difesa israeliane (Idf), che stanno prendendo di mira con decine di aerei e droni le postazioni nemiche a Gaza e hanno comunicato l'inizio dell'operazione "Spade di ferro". Il contrattacco condotto sulla Striscia ha causato la morte di 198 persone e il ferimento do oltre 1600 persone. "Hamas ha commesso un grave errore questa mattina e ha lanciato una guerra contro lo Stato di Israele", è il commento del ministro della Difesa di Israele Yoav Gallant. "L'esercito – conclude – sta combattendo contro il nemico in ogni luogo. Invito tutti i cittadini israeliani a seguire le istruzioni di sicurezza. Lo Stato di Israele vincerà questa guerra".

In serata le sirene antiaereo sono risuonate a Tel Aviv e nel centro del Paese. Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito di una "pesante raffica" di razzi sul sud e il centro del Paese. Le Brigate Al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno lanciato 150 razzi su Tel Aviv in risposta al bombardamento israeliano di un edificio nella Striscia di Gaza: "In risposta all'attacco a una torre residenziale nel centro di Gaza, le brigate di Al-Qassam stanno ora lanciando un massiccio attacco missilistico, sparando 150 razzi su Tel Aviv", si legge nella nota.

La data di oggi, Shabbat nel calendario ebraico, non è casuale: esattamente 50 anni fa, il 6 ottobre 1973, iniziò la guerra dello Yom Kippur, dal nome della festa ebraica omonima. Quel giorno truppe siriane ed egiziane scatenarono un'offensiva contro Israele. I primi ad attaccare furono gli egiziani con un'operazione nel Sinai, mentre Damasco si concentrò sulle alture del Golan. Dopo i successi iniziali tuttavia Israele riuscì a bloccare la manovra egiziana, avanzando fino a un centinaio di km dal Cairo.

L'offensiva di Hamas

Dalle prime immagini circolate sui social, sembrerebbe che alcuni miliziani avrebbero varcato il confine alle prime ore dell'alba volando su dei deltaplani. Nel discorso pronunciato dopo l'avvio degli scontri, Deif ha chiesto agli arabi che vivono in Israele e alle nazioni arabe confinanti di unirsi ad Hamas in questo "grande giorno di rivoluzione". Lo riferisce l'emittente Army Radio che cita Hamas Tv. L'obiettivo, prosegue il leader palestinese, è quello di "porre fine alle violazioni israeliane".

Alcuni insediamenti a sud di Gaza sarebbero intanto passati sotto il controllo dei gruppi armati palestinesi: lo sostiene la rete Channel 12 citando fonti dell'esercito israeliano. I luoghi violati, afferma la polizia israeliana, sono 14: all'interno di essi si muoverebbero circa 60 terroristi di Hamas.

Soldati israeliani in ostaggio

I membri della Jihad Islamica (Pij), organizzazione terroristica islamista, stanno partecipando all'attacco insieme ai militanti di Hamas. "Confermiamo nelle Brigate Al-Quds che ora abbiamo molti soldati sionisti prigionieri nelle nostre mani", ha scritto il Movimento. Shehab News Agency, media affiliato ad Hamas, ha stimato che 35 israeliani sono stati catturati. 50 civili sarebbero stati sequestrati in un kibbutz.

Incendi Gaza
Immagine satellitare scattata alle 12:51 di oggi che mostra il fumo delle esplosioni intorno alla striscia di Gaza. Fonte: Copernicus.

Miliziani di Hezbollah al confine con Israele

Hezbollah, altro gruppo terroristico attivo in Libano, ha esaltato lo sforzo bellico di Hamas e ha invitato tutti i popoli arabi ad appoggiare la resistenza armata contro quella che è stata definita "aggressione israeliana". "È un messaggio alla comunità internazionale e al mondo arabo e musulmano, in particolare a quei Paesi che cercano la normalizzazione con Israele". In un video riportato dal Jerusalem Post una colonna di miliziani sulle motociclette starebbero varcando il confine settentrionale con Israele.

Oltre 200 morti e 1100 feriti: il bilancio dell'attacco

Il bilancio dei morti si aggrava di ora in ora. L'ultimo triste conteggio è arrivato a 200 morti, secondo i media in lingua ebraica che citano funzionari medici. Il ministero della Sanità ha fatto sapere che 1.100 persone sono rimaste ferite, tra cui i terroristi di Hamas che si sono infiltrati in Israele. Media locali sottolineato come il bilancio delle vittime aumenterà ulteriormente.

A Kuselife, nel sud del Paese, i morti sono al momento quattro, secondo quanto dichiarato dal sindaco Abd al-Aziz Nassara all'emittente Kan. Tra le vittime confermate c'è anche Ofir Liebstein, presidente del consiglio regionale di Shaar Hanegav, regione al confine con la striscia di Gaza. Liebstein è stato ucciso durante gli attacchi.

La risposta di Tel Aviv

L'esercito israeliano è ufficialmente in stato di allerta di guerra, la più alta dal 1973. "Siamo pronti alla guerra", ha detto un portavoce della Difesa, che ha confermato i primi contrattacchi aerei sulla Striscia. Toni apocalittici quelli invece del capo della polizia israeliana, Yaakov Shabtai, che ha esplicitamente ammesso: "Siamo in stato di guerra, abbiamo 21 episodi in corso nel sud del Paese. Unità scelte della polizia sono state mobilitate ed inviate nella zona degli scontri". L'ammiraglio Daniel Hagari ha quantificato il numero di razzi lanciati da Hamas in circa 2.200. Il portavoce delle Idf, Richard Hecht, in un'intervista alla Cnn ha detto che la campagna anti-terrorismo sta andando avanti e che spera che entro la fine della giornata non rimanga neanche un terrorista vivo sul territorio di Israele. Sulla possibilità di un allargamento del conflitto a partire dal Libano, ha spiegato che "a nord siamo pronti in caso ci sia qualche fazione palestinese che decidesse di entrare".

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha presieduto la riunione del gabinetto di sicurezza insieme al ministro Gallant, il quale ha comunicato la decisione di richiamare decine di migliaia di riservisti, e gli altri vertici militari per discutere del raid di stamattina. Netanyahu ha illustrato i tre obiettivi dell'esercito nella risposta all'assalto di Hamas: il primo è quello di liberare le comunità del sud dove si sono infiltrati i terroristi e ripristinare la sicurezza; il secondo è quello di "far pagare al nemico un prezzo enorme"; e infine il terzo scopo è di proteggere tutti gli altri punti potenzialmente critici per evitare che il conflitto si allarghi. "In un periodo di guerra, tutti noi dobbiamo mantenere la calma. Chiedo a tutti i cittadini israeliani di unirsi, in modo da poter raggiungere il nostro obiettivo: vincere questa guerra", ha affermato il premier israeliano.

Tel Aviv intanto si ricompatta sul fronte politico il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid si è offerto di formare un governo congiunto di emergenza. Sky News ha riportato la notizia secondo cui l'offerta è stata presentata a Netanyahu. "La nostra gente è stata svegliata dal suono delle sirene, degli spari e delle esplosioni. Gli attacchi missilistici contro civili innocenti sono implacabili. Il mondo intero deve stare dalla parte di Israele mentre ci difendiamo dal terrorismo", ha affermato Lapid.

L'Ong Medici Senza Frontiere ha denunciato il bombardamento di un ospedale da parte delle forze israeliane. "Nella zona sud di Gaza – scrive l'organizzazione in un post su X –, due ospedali supportati da Medici Senza Frontiere (Msf) sono stati colpiti dalle forze israeliane, l'Indonesian Hospital e il Nasser Hospital. Durante gli attacchi, un infermiere e un autista di ambulanza sono rimasti uccisi, molti i feriti. Danneggiato anche un deposito di ossigeno". L'aeronautica israeliana ha distrutto la "Palestine Tower", un edificio di 14 piani nell'area residenziale di Gaza. Sui social stanno circolando filmati che mostrano i caccia di Tel Aviv colpire il palazzo in diretta televisiva.

In serata, Netanyahu ha tenuto un discorso alla nazione in cui ha detto: "Ci vendicheremo con Hamas per questa giornata nera. L'esercito userà tutta la sua forza per scalzare Hamas, li colpiremo ovunque. Quanto accaduto oggi non si era visto in Israele e farò in modo che non accada di nuovo". Secondo il premier, "sarà una guerra per la quale occorrerà tempo, sarà difficile, giorni di sfida sono davanti a noi". Poi ha ammonito Hamas a "non torcere un solo capello agli ostaggi a Gaza". "Voi - ha aggiunto rivolgendosi a loro - fate parte della catena degli eroi di Israele e siamo tutti con voi".

Eventi annullati e scontri a Gerusalemme

A Tel Aviv e a Gerusalemme nel frattempo da diverse ore sta risuonando l'allarme antiaereo, con il sistema di difesa Iron Dome che sta intercettando numerosi razzi diretti contro la città. La protesta dei manifestanti contro la riforma della giustizia varata dal governo, in programma stasera, è stata rinviata dagli organizzatori a causa della situazione nel Paese. Cancellato anche un concerto di Bruno Mars. La compagnia aerea Lufthansa ha ridotto i voli da e per lo Stato ebraico. "Tenuto conto della situazione di sicurezza a Tel Aviv, viene mantenuto solo un collegamento da Francoforte. Tutti gli altri voli per e da Israele sono stati annullati per questo sabato", ha dichiarato il portavoce della compagnia tedesca.

A Gerusalemme Est si registrano inoltre scontri violenti tra agenti di polizia e rifugiati nel campo di Shuafat. Alcuni palestinesi hanno bloccato le strade nel quartiere Silwan della città santa. Sono stati uditi degli spari, ma non si segnalano feriti.

Un posto di blocco della polizia israeliana ad Ashkelon
Un posto di blocco della polizia israeliana ad Ashkelon.

Ripresi i territori infiltrati da Hamas

In serata, il portavoce dell'esercito israeliano ha fatto sapere che le forze armate di Tel Aviv hanno ripreso il controllo di gran parte delle comunità di confine che sono state infiltrate dai miliziani armati di Hamas e della Jihad islamica. I luoghi - riferiti dai media - sono Sderot, Sofa, Kerem Shalom, Nirim, Naziv Hathara, Nir Oz, l'avamposto di Nahal Oz, Hulit, Nir Am, Nir Yitzhak, Sde Yemen, Magen e Urim.

Le reazioni

Sulla situazione a Gaza è intervenuto il presidente Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen dopo aver presieduto una riunione d'emergenza. Abu Mazen ha ribadito la "necessità di fornire protezione ai civili", evidenziando il "diritto del popolo palestinese a difendersi dal terrorismo dei coloni e delle forze di occupazione".

Dal vicino Iran arriva invece un plauso alle azioni di Hamas. "Ci congratuliamo con i combattenti palestinesi", si legge in un breve messaggio del consigliere per gli Affari militari della Guida Suprema dell'Iran, il maggiore generale Yahya Rahim Safavi. "Staremo al fianco dei combattenti palestinesi fino alla liberazione della Palestina e di Gerusalemme", ha chiosato l'assistente dell'ayatollah Khamenei.

Più moderato l'Egitto, che attraverso il ministero degli Esteri invita le parti a "esercitare la massima moderazione e di evitare di esporre i civili a ulteriori pericoli". Richiamo al dialogo proveniente anche dalla Turchia, dove il presidente Recep Tayyip Erdogan ha chiesto ai belligeranti di "astenersi da passi impulsivi che provocherebbero un'escalation delle tensioni".

Ferma la condanna delle Nazioni Unite.

"Questo è un precipizio pericoloso e faccio appello a tutti affinché si tirino indietro dal baratro", ha commentato il coordinatore speciale Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland. Il palazzo di Vetro ha fatto sapere che il Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite terrà una riunione di emergenza a porte chiuse domani pomeriggio alle 15, le 21 italiane sulla situazione in Medio Oriente.

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