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Riad notturni degli Stati Uniti contro il Venezuela. A Caracas si sono registrare diverse esplosioni: colpiti siti militari e il porto

Redazione web
Le esplosioni nella notte a Caracas

Forti boati, accompagnati da rumori assimilabili al passaggio di aerei, sono stati percepiti a Caracas intorno alle 2 di sabato notte. Le immagini circolate mostrano dense colonne di fumo innalzarsi sopra la capitale venezuelana dopo le esplosioni avvertite durante la notte. Al momento non sono arrivate comunicazioni ufficiali sulle cause dell’accaduto né su eventuali danni o feriti

Ansa
Forti esplosioni a Caracas: fumo nero e rumore assordante

I tre feriti provenienti da Crans-Montana sono arrivati in elicottero all'ospedale Niguarda di Milano e sono stati immediatamente presi in carico e ricoverati. A riferirlo è Filippo Galbiati, direttore della medicina d’urgenza e del pronto soccorso dell’ospedale, che spiega come la struttura si sia preparata all’emergenza attivando l’unità di crisi insieme alla direzione sanitaria e alla direzione generale

Ansa
Crans-Montana, il direttore del pronto soccorso del Niguarda: “Feriti valutati e ricoverati”

Centinaia di persone si sono riunite ieri sera nella nota località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, per rendere omaggio alle vittime travolte dalle fiamme nel bar 'Le Constellation' dove centinaia di persone, soprattutto giovani, stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno. Residenti e turisti hanno deposto in silenzio fiori e lumini, riferisce la Radiotelevisione svizzera

LaPresse
Crans-Montana, l'omaggio commosso e silenzioso alle vittime

Sui social circolano video generati con l’intelligenza artificiale che raccontano la caduta del potere teocratico. E Teheran, per una volta, non ha spento l’interruttore

Redazione
Iran, il video della rivoluzione si fa con l'AI

"Abbiamo sentito un grande boato, quando siamo arrivati abbiamo visto la Constellation in fiamme, la gente cercava di uscire, ma essendo un locale sotto terra, sicuramente prima era un bunker antiatomico adibito come bar, non c'erano finestre, non c'erano vie di fuga, l'unica uscita era una scala e si sono messi là". Così Battista Medde, lavoratore stagionale di Olliena, racconta i primi minuti dopo l'esplosione nel locale di Crans-Montana. "Quando sono arrivati i soccorsi - aggiunge - era già passato un bel po' di tempo e purtroppo molte persone sono rimaste dentro".

Ansa
Crans-Montana, un testimone: "La gente cercava di scappare ma non c'erano vie di uscita"
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