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“Il 19 luglio del 1943 ero al carcere minorile perché avevo avuto una rissa con i figli dei fascisti. Le prime bombe caddero proprio sul carcere. Io riuscii a rompere una grata al secondo piano e ci siamo buttati io e altri amici miei. Trovai un bambino con la fronte spaccata e me lo portai con me durante tutto il bombardamento. Poi mitragliavano anche. Io avevo 16 anni. Alla fine lo salvai e lo lasciai al Campo Santo con delle donne. Poi un amico mio mi portò dalla mia famiglia. E ci ospitarono a dormire a una scuola. Un giorno passarono le SS a mitragliarci, mentre passavano i camion verso le Fosse Ardeatine”, le parole le parole del sopravvissuto Mario Di Maio, la cerimonia di commemorazione dell’ottantesimo anniversario dei bombardamenti del quartiere Tiburtino-San Lorenzo al Parco Caduti del 19 luglio 1943 a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Mario Di Maio, sopravvissuto ai bombardamenti di Roma del '43: Avevo 16 anni, salvai un bambino

“Questa celebrazione ci deve far riflettere sull’assurdità della guerra, che colpisce sempre i civili e il cui fronte può diventare drammaticamente vicino. Oggi assistiamo a bombardamenti sui civili in Ucraina. Questa giornata ci dice quanto sia importante cultura di pace e ripudio della guerra”, le parole del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dopo aver preso parte insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di commemorazione dell’ottantesimo anniversario dei bombardamenti del quartiere Tiburtino-San Lorenzo al Parco Caduti del 19 luglio 1943 a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Gualtieri: "Ricordo bombardamento San Lorenzo fa pensare a Ucraina e a importanza cultura di pace"

“Il bombardamento di San Lorenzo è stata una delle ferite più profonde per Roma. Ha portato gli orrori della guerra nel cuore della città. Era doveroso ricordarlo adeguatamente. La presidenza del Presidente della Repubblica testimonia come tutto il Paese voglia ricordare questo evento. Che ha portato questo quartiere a percorsi di solidarietà e ripudio della guerra”, le parole del Sindaco di Roma, Roberto Gultieri, dopo aver preso parte insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di commemorazione dell’ottantesimo anniversario dei bombardamenti del quartiere Tiburtino-San Lorenzo al Parco Caduti del 19 luglio 1943 a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

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Gualtieri: "Doveroso ricordare bombardamento San Lorenzo, importante presenza Presidente Mattarella"

Le immagini del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che depone una corona di fiori ai piedi del monumento in memoria dei caduti presso il Parco Caduti del 19 luglio 1943 a Roma, in occasione dell’ottantesimo anniversario dei bombardamenti nel quartiere Tiburtino-San Lorenzo. Ad accompagnarlo, il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. (Alexander Jakhnagiev)

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Il Presidente Mattarella depone una corona di fiori presso il Parco Caduti del 19 luglio 1943 a Roma

A volte se si presta attenzione alle ricostruzioni sulle stragi di Cosa Nostra che nascono dalla fervida fantasia del solito "circoletto" depositario di un ipotetico copyright dell'antimafia come minimo resti perplesso

Augusto Minzolini
Un posto al sole

"Non posso considerare Marina Berlusconi un soggetto della coalizione perché non è un soggetto politico". Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti in prefettura, a Palermo. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: “Meloni Marina Berlusconi non è un soggetto politico”

"Quello che ho letto stamattina su alcuni quotidiani mi ha molto colpita, una polemica inventata sul fatto che io avrei scelto di non partecipare alla tradizionale fiaccolata per paura di contestazioni per ragioni di ordine pubblico: è una notizia inventata. Ma soprattutto, chi dovrebbe contestarmi esattamente? Perché la mafia mi può contestare, quello sì. Se qualcuno vuole venire a contestare sono i mafiosi, e non ne dubito. Io non sono mai scappata in tutta la mia vita". Così la premier Giorgia Meloni parlando con la stampa in Prefettura a Palermo. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: "Qui a testa alta, non sono mai scappata. Solo mafiosi possono contestarmi"

"Siamo convinti che la battaglia contro la mafia si possa vincere. Lo Stato ha inferto in questi mesi colpi importantissimi contro la criminalità organizzata e sono stata colpita dal fatto che si mette n discussione anche questo. Perché c'è un tema sul quale le istituzioni non dovrebbero dividersi e ci sono giorni nei quali non si dovrebbero fare polemiche sterili e inventate che fanno bene solo a quelli che stiamo combattendo". Così la premier Giorgia Meloni parlando con i cronisti in Prefettura a Palermo. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: “Convinti che battaglia contro mafia si possa vincere, istituzioni non devono dividersi”
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