Il 2 settembre arriva per la prima volta da noi l’evento della piattaforma internazionale che valorizzale eccellenze gastronomiche. Una commissione composta da giornalisti, chef, food blogger, buyer e professionisti valuterà alla cieca cibi e bevande a caccia di quelli da “tre stelle” che parteciperanno all’evento finale del 9 settembre a Londra
Retrogusto
Retrogusto, dice il vocabolario, è il sapore che si avverte dopo avere inghiottito una bevanda o un cibo, che spesso porta su strade differenti rispetto alla prima impressione. Retrogusto è quello che resta quando tutto passa. Retrogusto è un viaggio quotidiano nei sapori dell'Italia e del mondo. Ristoranti, trattorie, vini, prodotti, botteghe golose raccontati in prima persona, attraverso le donne e gli uomini che ci sono dietro, senza filtri e senza mediazioni. Perché se noi siamo quello che mangiamo (e beviamo), chi produce il nostro cibo ha una grande responsabilità, che va raccontata con etica e sensibilità
Il ristorante della città brianzola, che si avvale della consulenza dello chef Roberto Conti e del residente chef Giuliano Fusaro, in occasione del gran premio propone dal 5 al 7 settembre una serie di pacchetti dedicati agli spettatori, che comprendono biglietti di tribuna, navette da e per l’autodromo e l’accesso al ristorante con colazioni e pranzi a buffet
Nel libro di Bruno Damini la storia di Giuseppe Masotola, detto monsù Peppino, che imparò a cucinare guardando gli altri, non ebbe mai un proprio ristorante, ma cucinò per artisti, registi, inventori e per il grande attore napoletano. Distruggendo poi ogni testimonianza di queste esperienze per la voglia di tagliare i ponti con il passato quando smise di cucinare
Si chiama Radici e Fermento il progetto messo a punto dal Mercuri Wine Club, hub specializzato nella formazione enologica, in collaborazione con l’associazione DonnexStrada: fornisce venti borse di studio ad altrettante donne in difficoltà per l’accesso gratuito a due corsi sulla storia e sul servizio del vino che possono aprire le porte a nuove opportunità professionali
Dal 4 al 7 settembre la località balneare friulana ospita la nona edizione di Easy Fish, la rassegna che unisce cucina, vino e prodotti del territorio e che quest’anno sarà suddivisa in tre serate con altrettanti temi distinti: mare, entroterra e montagna. Ci saranno molti showcooking collettivi di chef del territorio che prepareranno piatti che potranno essere assaggiati nell’area gourmet
Lo chef trevigiano da sedici anni gestisce la ristorazione della Terrazza Biennale alla Mostra del cinema di Venezia e quest’anno propone tra le altre cose “Eat, Love, Julia”, un bottone di rapa rossa con baccalà mantecato, crema di piselli e menta dedicato alla grande attrice americana che sarà alla rassegna con il film After the Hunt. Le creazioni di ogni anno sono raccolte nel menu “Che cinema!”
La rivista enologica inserisce il trentenne imprenditore, terza generazione dell’omonima casa vinicola veneta, tra i giovani destinati a rivoluzionare il mondo del vino. E questo non solo grazie alla produzione classica di Prosecco, ma grazie al ready to drink a base di vino e ingredienti Dop rigorosamente made in Italy che oggi vale il 75 per cento del fatturato complessivo dell’azienda
Lo chef di origini campane della Cucina di Rho, tra le sorprese degli ultimi anni nella scena gastronomica lombarda, partecipa a due cene a quattro mani nella sua terra, a Capri e a Eboli, prima di riaprire il 7 settembre il suo locale nel centro della città fieristica, dove propone la sua cucina mediterranea ma elegante a prezzi davvero convenienti
È morto a 89 anni l’imprenditore marchigiano che con la cantina Villa Bucci portò avanti una rivoluzione per il vino marchigiano e per tutti i bianchi italiani, dimostrando che potesse vivere a lungo, affinarsi e acquistare complessità con gli anni. Fu inoltre tra i primi a preferire le grandi botti di rovere di Slavonia alle barrique così di moda e non amava l’idea dei cru e della parcellizzazione dei vini
L’azienda di Martin Foradori propone per la bella stagione un vino che soffre spesso di una percezione sciatta o poco definita ma che in questo caso gode di un’interpretazione pulita e misurata che ne esalta la duttilità. L’ennesima etichetta interessante da un’azienda familiare votata all’innovazione, come dimostra il progetto dei vini no alcol della linea Steinbock Zero, ma soprattutto all’alta qualità