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“Voglio far sentire la mia voce con il voto, ma devo combattere per difendere questa città dove vivo con i figli e la moglie. Se entrano le truppe di Kiev sarà una strage”, spiega un miliziano con gli occhiali neri ed il ciondolo di un teschio appeso al collo

Fausto Biloslavo
Un miliziano al voto: "Se entrano le truppe di Kiev sarà una strage"

La guardia nazionale ha abbandonato la grande città di Mariupol in mano ad un’armata Brancaleone di filo russi. La caserma delle truppe di Kiev è stata saccheggiata, il municipio dato alle fiamme ed i filo russi sono riusciti a far esplodere il blindato ucraino che avevano catturato per un’incendio fortuito. A cura di Fausto Biloslavo

Fausto Biloslavo
Caserma saccheggiata dai filo russi

Il bilancio degli scontri è stato ridimensionato, ma non si hanno ancora numeri certi. A cura di Fausto Biloslavo

Fausto Biloslavo
Il bilancio dei morti degli scontri

Il direttore della banda venerdì ha osato intonare l'inno ucraino ma due energumeni l'hanno picchiato e fatto scappare. Ecco la traduzione delle parole pronunciate nel momento più drammatico della scena: "Sono un cittadino di Donetsk come voi!". "Stai scherzando? Chi ti ha detto di suonare l’inno nazionale? Chi? Chi?". "Cosa state facendo ragazzi? I veterani (della seconda guerra mondiale) stanno riponendo dei fiori al monumento (ai caduti). Smettetela". A cura di Fausto Biloslavo

Fausto Biloslavo
Donetsk, picchiato il direttore della banda

Il rapimento delle studentesse in Nigeria è "un atto sconsiderato" commesso da un gruppo terroristico determinato a impedire loro di studiare. Sono queste le durissime parole pronunciate dalla first lady statunitense

LaPresse
Nigeria, Michelle Obama: "Atto sconsiderato"
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