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"Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiudendo il suo messaggio di fine anno, pronunciato in piedi con alle spalle il manifesto simbolo del referendum del 2 giugno 1946, quello della scelta repubblicana. Sulla scrivania la Costituzione. Alla fine il Capo dello Stato si rivolge ai giovani: “Qualcuno che vi giudica senza conoscervi davvero vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati. Non rassegnatevi. Siate esigenti. Coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottant’anni fa, costruì l’Italia moderna” Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: La Repubblica siamo noi. Ai giovani dico, non rassegnatevi. Siate coraggiosi

"Nell’anno che si presenta ricorderemo gli ottant’anni della Repubblica. Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia. Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Repubblica ha 80 anni, primo voto donne carattere indelebile democrazia

"La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "La Repubblica è uno spartiacque nella storia d'Italia"

"Nell'anno che si presenta ricorderemo gli ottant'anni della Repubblica. Ottant'anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia. Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell'unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "Nel 2026 ricorderemo 80 anni della Repubblica, iniziata con primo voto delle donne"

"La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: La pace non è imporre il proprio dominio o i propri interessi

"L'Assemblea costituente, eletta contestualmente al referendum che sancì la scelta repubblicana, fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti, anche molto forti. Di mattina i costituenti discutevano - e si contrapponevano - sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Costituenti crearono Costituzione superando una forte dialettica

"Di fronte all'interrogativo: 'cosa posso fare io?' dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno. L'affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell'atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme, attraverso il dialogo. Raffigura la responsabilità di essere cittadini" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "No al fatalismo, serve responsabilità di tutti i cittadini"

"Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle citta' ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perche' si sente più forte". Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine Anno. (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "Chiediamo la Pace di fronte a distruzioni in Ucraina e a Gaza"
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