Sono stati espulsi 200 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale e sono stati disposti 30mila nuovi ingressi nelle forze dell'ordine per i prossimi due anni
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Sono stati espulsi 200 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale e sono stati disposti 30mila nuovi ingressi nelle forze dell'ordine per i prossimi due anni
La foto di Federico Patellani, divenuta il simbolo della vittoria del referendum per la Repubblica del 2 giugno 1946, è uno degli elementi scelti per la scenografia del discorso al Quirinale.n di fine anno del Presidente Matatrella Nel 2026 saranno 80 anni dallo storico evento. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Desidero rivolgermi, particolarmente, ai piu' giovani. Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costrui' l'Italia moderna. Auguri! Buon 2026!". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale
"L'Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono i due pilastri della ricostruzione. L'Unione Europea e l'Alleanza Atlantica hanno coerentemente rappresentato - e costituiscono - le coordinate della nostra azione internazionale". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Falcone e Borsellino ispiranoì tutt'oggi "tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità. Il film della memoria scorre. Due volti che non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare - non soltanto in Italia - le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno nel passaggio centrale in cui ripercorre gli 80 anni di vita della Repubblica. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"I protagonisti delle Olimpiadi di Roma del ‘60, nelle quali l’Italia, per prima, introduce la partecipazione paralimpica. Lo sport, dunque, ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano-Cortina. La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell'esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno, che vi giudica senza conoscervi davvero, vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna. Auguri" così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)
""La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo. Vecchie e nuove povertà, che ci sono e vanno contrastate con urgenza, diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo. Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi" così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)
"Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiudendo il suo messaggio di fine anno, pronunciato in piedi con alle spalle il manifesto simbolo del referendum del 2 giugno 1946, quello della scelta repubblicana. Sulla scrivania la Costituzione. Alla fine il Capo dello Stato si rivolge ai giovani: “Qualcuno che vi giudica senza conoscervi davvero vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati. Non rassegnatevi. Siate esigenti. Coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottant’anni fa, costruì l’Italia moderna” Quirinale (Alexander Jakhnagiev)