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“Quello che credo di poter dire senza nessuna retorica è di non considerarci reciprocamente parti contrapposte, anche se siamo seduti di fronte al tavolo. Questo tavolo ha questa forma, ma idealmente è una tavola rotonda. Per cui le vostre preoccupazioni sono certamente le nostre preoccupazioni.” Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante il suo intervento all'incontro con I sindacati sullo stabilimento dell'ex-Ilva a Palazzo Chigi. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Ex Ilva, Mantovano ai sindacati: Siamo dalla stessa parte, le vostre preoccupazioni sono le nostre

“I nostri parametri sin dall'inizio in questa valutazione sono stati quelli concordati, cioè garantire il futuro dell'acciaio, garantire il più possibile l'occupazione, garantire il mantenimento dell'indotto e prima di tutto questo la sicurezza delle condizioni di lavoro. Il tutto in un quadro che non può non considerare anche le fonti di approvvigionamento energetico.” Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante il suo intervento all'incontro con I sindacati sullo stabilimento dell'ex-Ilva a Palazzo Chigi. (Alexander Jakhnagiev)

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Ex Ilva, Mantovano: L'obiettivo è garantire futuro acciaio, occupazione e sicurezza lavoro

Ho incontrato alla Camera dei deputati i familiari di Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo, i tre giovani assassinati a Monreale il 27 aprile scorso. Ho avuto modo di ascoltare e confrontarmi con Marco e Claudia Pirozzo, fratello e sorella di Massimo, con Debora Venturella, mamma di Salvo, e con Ignazio, Giacomo e Giuseppe Miceli, padre e fratelli di Andrea. Il loro gesto di venire nel tempio della democrazia per discutere con me è un segnale di profondo rispetto per le Istituzioni che pretende altrettanto rispetto. Nelle loro parole, pronunciate con esemplare dignità e giustificata rabbia, ho registrato e condiviso lo strazio e l’incredulità di una strage assurda e ingiustificabile, la pena e il dolore per la perdita devastante dei loro cari. Insieme abbiamo convenuto sulla necessità che la giustizia sia severa e implacabile nei confronti di tutti i responsabili. Allo stesso tempo tutti i familiari reclamano sicurezza, chiedono risposte forti e soprattutto concrete sul fronte della prevenzione, della repressione e delle leggi per impedire che nuove famiglie conoscano il dolore che li ha travolti. Ho innanzitutto assicurato il mio impegno affinché lo Stato si faccia carico di prendere per mano e assistere, attraverso un impegno reale, le famiglie di chi ha subito questa tragedia. Ho registrato e letto con profonda indignazione come, ancora oggi, i familiari di Andrea, Massimo e Salvo siano incredibilmente destinatari di messaggi di inaudita violenza e minaccia sui social - coperti dalla viltà dell’anonimato dei mittenti - che trasudano odio. Tutto ciò è inaccettabile, al pari di quel clima che purtroppo alberga ancora nel quartiere Zen di Palermo, da dove provengono i responsabili assicurati finora alla giustizia. Sono certo che le forze dell’ordine continueranno in un’azione esemplare che pretende di essere incessante e continua nel contrasto a questa subcultura criminale e allo stesso tempo di prevenzione affinché i cittadini di Monreale possano liberarsi da quella cappa di paura che li accompagna dal giorno della tragedia. Il diritto a vivere tranquilli, la certezza che lo Stato è capace di imporre sicurezza, eliminando qualsiasi sopruso o peggio di irricevibile impunità, sono ulteriori impegni che sento di condividere con i familiari di questa insensata tragedia. Proprio per dare il senso di un’azione non episodica torneremo a incontrarci con i familiari di Andrea, Massimo e Salvo di qui a poche settimane. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Strage Monreale, familiari vittime alla Camera, Mulè: Servono risposte forti da istituzioni
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