Leggi il settimanale

"La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnoratici. L'Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea di Confindustria al Centro Congressi La Nuvola. Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Ue agisca con velocità, serve cambio di passo

"La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnoratici. L'Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale", così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea di Confindustria al Centro Congressi La Nuvola. Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Ue gigante burocratico, miope quando deve far sentire la sua voce

L’ex portavoce di Giuseppe Conte, non viene eletto a Ceglie Messapica, ma il Movimento 5 Stelle supera comunque il Pd nel comune pugliese. Un risultato che potrebbe aprirgli la strada verso le Politiche del 2027

Roberta Damiata
Rocco Casalino, debutto amaro alle urne: niente elezione nella (sua) Ceglie

"L'Europa è sempre più necessaria, ma deve cambiare strada e marcia. E qui torniamo alla responsabilità. L'Europa deve cambiare strada e deve cambiare passo e tocca a noi, ai suoi cittadini, tracciare il percorso. Nessun paese europeo ha le risorse politiche ed economiche per affrontare da solo le sfide che abbiamo davanti: geopolitiche, tecnologiche, climatiche, demografiche. Gli Stati Uniti e la Cina le affrontano con massicci investimenti pubblici e privati, anche sul piano militare e con politiche protezionistiche. La dimensione europea è l'unica in grado di reggere l'urto. Noi crediamo nell'Europa, ma siamo molto preoccupati per le scelte dell'Unione in questi ultimi anni. Un punto su tutti: Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività. Come ci ha confermato il commissario europeo Schmit, dall'inizio del mandato di questa Commissione l'Europa ha perso 250.000 occupati nella manifattura, che si traducono in un milione di occupati nell'indotto", così il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini all'Assemblea generale di Confindustria al Centro Congressi La Nuvola. Courtesy: Confindustria (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Orsini (Confindustria): Ue non sa cos'è la competitività, persi 250 mila occupati nella manifattura

Laddove si cercava la spallata al governo è arrivata, come a Venezia, la sorpresa, che sorpresa non è

Tommaso Cerno
A lezione di elezioni
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica