Leggi il settimanale

"Quel che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza! Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica!", così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso al teatro Feronia a San Severino Marche. Alla fine del discorso c'è stata una standing ovation per Mattarella. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Standing Ovation per Mattarella dopo il suo discorso al teatro Feronia

Nonostante gli anni trascorsi e gli appelli puntuali a ritrovare una memoria collettiva condivisa, la Liberazione continua a essere un appuntamento che divide gli italiani, anche sui social network

Domenico Giordano
Il 25 aprile nelle piazze digitali

"Oggi si festeggia la Liberazione figlia di tanti ragazzi e di tante ragazze che hanno dato la vita, più di 300mila alleati, da tutto il mondo, quasi centomila dagli Stati Uniti, siamo qua anche grazie a loro. È una giornata di tutti, per tutti e spero che non passino ancora troppi anni perchè sia una giornata di riconciliazione e pacificazione nazionale perché dopo 80 anni ancora polemiche, divisioni, scontri ai cortei, fischi in una giornata che dovrebbe festeggiare la risorgenza fanno male", così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in un punto stampa al Florence American Cemetery. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Salvini su 25 aprile: Sia festa di riconciliazione e pacificazione, basta polemiche e scontri

Ogni 25 aprile, all’angolo tra Corso Venezia e Via Palestro, proprio sotto le arcate eleganti di Porta Venezia, inizia la storia di una giornata che non è mai uguale. Alle due del pomeriggio la gente comincia ad arrivare: bandiere rosse, tricolori, striscioni colorati, qualche fazzoletto della Resistenza. L’aria si riempie di chiacchiere, saluti, risate nervose. Poi, verso le due e mezza, il corteo si mette in movimento. Il serpentone parte lento, quasi timido, e piano piano prende forza. Quest’anno sono quattro anime diverse che camminano insieme solo per i primi metri, prima di dividersi verso piazze diverse. Ma quel momento iniziale, sotto i palazzi liberty, è ancora lo stesso di sempre: Milano che si ricorda di essere stata liberata e che prova, ogni volta, a restare unita.

Paola Fucilieri
Il momento in cui Milano ricorda ancora di essere stata "liberata"
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica