Nuove frontiere
Non nasce per intrattenere o assistere, nasce come una piattaforma, un corpo standard su cui altri possono scrivere comportamenti, testare reazioni, addestrare movimenti, osservare cosa succede quando una macchina entra in uno spazio umano e deve imparare a rispettarne le regole non scritte, quelle che nessun manuale spiega e che nessun algoritmo conosce davvero
Eravate stanchi dei soliti robot umanoidi che vi fanno un po’ paura? Quelli che vediamo nei video dove vi mettono le stoviglie della lavatrice con estrema precisione (ma con una lentezza esasperante) e in ogni caso avreste paura che di notte vi possano strangolare? Ebbene, allora c’è Sprout. Ma non nasce per intrattenere o assistere, nasce come una piattaforma, un corpo standard su cui altri possono scrivere comportamenti, testare reazioni, addestrare movimenti, osservare cosa succede quando una macchina entra in uno spazio umano e deve imparare a rispettarne le regole non scritte, quelle che nessun manuale spiega e che nessun algoritmo conosce davvero.
La prima donna e protagonista assoluta era lei, l’Intelligenza Artificiale. Dieci punti per poterne parlare con gli amici anche se non l’avete seguito
Immagini e video sempre più realistici, spesso indistinguibili dal vero, invadono social e media tradizionali: non è l’era delle fake news, ma quella della sfiducia totale nell’evidenza visiva, con effetti diretti sulla credibilità dell’informazione
Il costo annuo complessivo di un robot umanoide oggi si colloca tra i 100 e i 120 mila euro. E un umano? Un lavoratore costa all’azienda, in media, intorno ai 40 mila euro lordi annui a cui vanno aggiunti contributi e oneri
L’ansia per la salute incontra i gadget del CES: specchi biometrici, anelli intelligenti, bilance e sensori promettono controlli continui evitando ospedali e attese. La prevenzione del futuro è tutta in casa, magari con una TAC sotto la doccia
Nel Regno Unito il governo punta su AI e robotica per aumentare la produttività, ma cresce il timore di una crisi del lavoro. L’AI non sostituisce solo mansioni: mette in discussione l’intero sistema occupazionale
Secondo le stime attuali della missione, succederà intorno a novembre 2026 (più o meno): sarà il primo oggetto costruito dall’uomo a trovarsi così lontano che un segnale radio impiegherà ventiquattro ore per arrivare da qui a lì, e altre ventiquattro per tornare indietro
Appena in astronomia compare qualcosa che non rientra immediatamente nei modelli standard, scatta un riflesso automatico: si tira fuori la parola “mistero”