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"Per cinque secoli, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Occidente era stato in espansione: missionari, pellegrini, soldati ed esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare nuovi continenti e costruire vasti imperi estesi in tutto il globo. Ma nel 1945, per la prima volta dall’epoca di Colombo, iniziò a contrarsi. L’Europa era in rovina. Metà di essa viveva dietro una Cortina di ferro e il resto sembrava destinato a seguirla presto. I grandi imperi occidentali erano entrati in una fase di declino terminale, accelerata da rivoluzioni comuniste atee e da rivolte anticoloniali che avrebbero trasformato il mondo e steso il martello e la falce rossi su ampie porzioni della mappa negli anni a venire. In quel contesto, come oggi, molti arrivarono a credere che l’epoca del dominio occidentale fosse finita e che il nostro futuro fosse destinato a essere un’eco debole e sbiadita del passato. Ma insieme i nostri predecessori capirono che il declino era una scelta, ed era una scelta che si rifiutarono di fare. Questo è ciò che facemmo insieme una volta, ed è ciò che il presidente Trump e gli Stati Uniti vogliono fare di nuovo oggi, insieme a voi. Per questo non vogliamo alleati deboli, perché la loro debolezza rende più deboli anche noi. Vogliamo alleati in grado di difendersi, affinché nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva. Per questo non vogliamo alleati incatenati dal senso di colpa e dalla vergogna. Vogliamo alleati orgogliosi della propria cultura e della propria eredità, consapevoli di essere eredi della stessa grande e nobile civiltà e, insieme a noi, pronti e capaci di difenderla. Ed è per questo che non vogliamo alleati che razionalizzino uno status quo fallimentare invece di confrontarsi con ciò che è necessario per correggerlo. Perché noi, in America, non abbiamo alcun interesse a essere i cortesi e ordinati custodi di un declino gestito dell’Occidente" così Marco Antonio, segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, intervenendo al veritce Ue sulla sicurezza a Monaco. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Rubio: "Non vogliamo alleati deboli perché indebolirebbero anche noi"

"Alle nostre grandi Forze Armate degli Stati Uniti, stanziate in tutto il mondo, invio un messaggio colmo di nostalgia: buon San Valentino" così la First Lady Melania Trump, intervenendo a Fort Bragg, in North Carolina. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Gli auguri di Melania Trump alle forze armate Usa: "Buon San Valentino"

"Io credo che l'Europa debba parlare con una voce unica, non deve essere un Paese solo che parla. Ieri eravamo tutti insieme a parlare con Zelensky e credo che sia giusto che tutta l'Europa parli, anche perché le sanzioni sono state inflitte da tutta l'Unione Europea, non da un Paese solo. Così come noi non abbiamo mai parlato da soli con gli Stati Uniti. Abbiamo parlato, ma sempre poi favorendo il dialogo con l'Unione Europea, tutto nell'interesse dell'Unione Europea, in perfetta sintonia con l'Unione Europea" così il Ministro Tajani, a margine della riunione Ue a Monaco sulla sicurezza. (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra in Ucraina, Tajani: "L'Europa parli con una sola voce con Mosca"
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