Parlamento

"Arrivate tardi e male, non è mai accaduto prima che la Camera vedesse la legge di bilancio tra Natale e Capodanno. L'opposizione, perfino con eccessiva generosità, ha fatto in modo di evitare l'esercizio provvisorio a cui ci stavate spingendo". Lo afferma Benedetto Della Vedova (Più Europa) durante le dichiarazioni di voto finali sulla manovra alla Camera. "Difendete le piccole e grandi rendite, non ci parlate di competitività. La melonomics difende le corporazioni, fate più deficit e più debito. Ministro Giorgetti credo abbia fatto molto bene a sottoscrivere il patto di stabilità che però prevede che fra un anno, oltre trovare i 15 miliardi di deficit, occorrerà trovare anche altre risorse. E' necessario - conclude - occuparsi dei redditi più bassi ma la partita non si può chiudere così. Abbiamo il problema dei giovani che vanno fuori, senza investimenti e competitività non c'è futuro per il Paese". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Manovra, Della Vedova (+Europa) al Governo: "Arrivate tardi e male, non c'è futuro per il Paese"

"Siamo arrivati alla seconda Camera senza poter discutere nulla" sulla manovra e "al Senato vi siete incartati perchè non sapevate come passare dallo slogan alla Gazzetta Ufficiale". Lo ha detto il deputato di Iv, Luigi Marattin intervenendo in Aula sulla manovra e annunciando il no del suo partito. Un no motivato dal fatto che "gran parte di questa manovra è destinata alla conferma di tasse" e perchè "non c'è nulla sulla priorità numero uno del Paese che è la crescita perchè se questo Paese torna a crescere dello zero virgola va a sbattere". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Manovra, Marattin (Iv): "Votiamo no, nulla sulla crescita, così andiamo a sbattere"

"C'è una sostanziale violazione del bicameralismo paritario da parte del governo che ha costretto così la Camera ad una ratifica in assenza di un esame di merito". Lo afferma Dieter Steger (Minoranze linguistiche) durante le dichiarazioni di voto finali sulla manovra alla Camera annunciando l'astensione. Una legge di bilancio - evidenzia - che opera soprattutto in deficit" e che individua "priorità condivisibili, dal cuneo al taglio delle aliquote Irpef. Ma ci sono due aspetti - dice ancora Steger - che non vengono affrontati: ci vorrebbe finalmente una vera spending così come mancano misure per la crescita senza cui non c'è vera sostenibilità". Steger infine esprime però soddisfazione per alcune misure relative a Bolzano. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Manovra, Steger (Minoranze linguistiche): "Bene cuneo, ma manca vera spending. Ci asteniamo"

"Quello che abbiamo è un principio fondamentale: vogliamo scommettere sulla vera risorsa del paese, le imprese, la persona, le famiglie, le associazioni, perché l'intervento dello Stato deve essere un moltiplicatore delle risorse private, deve liberare e non opprimere le risorse di questa società, per costruire una economia sociale di mercato: libero mercato ed equità sociale. Questa è la sfida dei prossimi anni". Lo ha detto il deputato Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, nelle dichiarazioni di voto alla Manovra, in corso alla Camera. "La legge di bilancio deve declinare la visione politica che abbiamo. Prima scelta: le risorse si concentrano, non si disperdono, facendo delle scelte. La prima è, su 24 miliardi, concentrarne 14 per continuare a dare 100 euro netti in più al mese ai redditi medio bassi e di dare 3 miliardi di euro per 3 anni alla sanità. E poi: la famiglia è un pilastro, abbiamo messo due miliardi a favore delle politiche per la famiglia e per la natalità". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Manovra, Lupi (Nm): "Scommettiamo su imprese, famiglie, associazioni"

Scintille in Aula alla Camera fra il deputato di Azione Enrico Costa e altri esponenti dell'opposizione. Al centro del botta e risposta, la richiesta che M5s, Pd e Verdi-Sinistra hanno fatto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di intervenire in Aula per chiarire le notizie che stanno uscendo sull'indagine sulle commesse Anas. I primi a intervenire - durante l'esame della Manovra - sono stati Federico Cafiero de Rhao (M5s), Debora Serracchiani (Pd) e Angelo Bonelli (Verdi-Sinistra), che hanno chiesto una informativa urgente a Salvini o almeno un intervento chiarificatore del governo. L'ultimo a prendere la parola è stato Costa, contrario alle richieste degli altri esponenti di opposizione: "Non portiamo avanti lo schema delle informative a gettone". Quando Costa ha criticato gli interventi di De Raho - "Vorrei ricordargli che qui non siamo in tribunale" - e di Serracchiani - "Ha detto che è una questione politica, ma ha cercato di costituirsi parte civile nei confronti di un sottosegretario, quindi non è una questione politica" - dai banchi del M5s, Pd e Avs sono partite le urla, che hanno interrotto Costa, mentre la maggioranza lo applaudiva. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Commesse Anas, Costa si smarca da opposizioni: "Non siamo in un tribunale". È bagarre in Aula

"Apprendiamo dai quotidiani odierni vicende gravissime che riguardano alcuni membri del governo. Non ci riguarda la vicenda giudiziaria che avrà il suo corso, ma il punto politico si. Il governo non ha ancora ritenuto di smentire quanto riportato dai giornali. È necessario quindi fare chiarezza circa comportamenti incompatibili con il buon funzionamento delle istituzioni". Così Debora Serracchiani in aula sul caso delle commesse Anas. Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Commesse Anas, Serracchiani: "Con emendamento Costa cittadini non avrebbero saputo nulla"

"Se lei ci tiene al suo genere, io tengo al mio. Basta rivolgersi a noi donne con appellativi maschili". Maria Cecilia Guerra del Pd prenda la parole in aula durante i lavori sulla manovra per stigmatizzare l'atteggiamento dei colleghi, nel caso Marco Perissa di Fdi, che si rivolgono a colleghe donna chiamandole al maschile come fatto con Elly Schlein definita 'segretario' del Pd. Guerra quindi si è rivolta al presidente di turno Giorgio Mulè così: "Signora presidente". Un appellativo che non è stato gradito del diretto interessato: "Onorevole Guerra, avrei qualcosa da ridire. La mia identità è quella e se si rivolge a me lo faccia come presidente, non si può rivolgere a me come 'signora presidente'". E allora Guerra spiega rivolta a Mulè: "Mi faccia spiegare. Il deputato Marco Perissa ha parlato della segretaria del mio partito chiamandola al maschile 'segretariò ritenendo che questa sia una scelta che a lui compete. Quindi se è permesso rivolgersi a una donna con appellativo maschile, allora è consentito anche a me rivolgermi a lei al femminile a meno che non richiami tutti quelli che continuano a chiamare le donne al maschile. Lei tiene al suo genere, io tengo al mio". Fonte video: Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Cecilia Guerra chiama Mulè "Signora presidente". Lui non gradisce: "Avrei qualcosa da ridire"
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