L'Ue taglia le previsioni di crescita dell’Italia: il pil nel 2009 registra una flessione del 4,4%, per poi tornare appena sopra lo zero nel 2010. Disoccupazione all'8,8%. Almunia: "Profonda recessione. Ma non siamo più in caduta libera"
Prodotto Interno Lordo (PIL)
Torna il sereno. Secondo le stime del Tesoro il pil italiano nel 2009 si contrarrà del 4,2% ma ci sarà una lieve ripresa nel 2010, anno in cui si assisterà ad una crescita dell’economia dello 0,3%. Il rapporto deficit pil si attesterà quest’anno al 4,6%
Nel primo trimestre 2009 forte calo dei beni e servizi. Il dato è inferiore alle stime degli economisti, che si aspettavano un calo del 4,7%. Nell'Unione europea torna a salire la fiducia
Il Fondo monetario internazionale prevede per l'anno in corso una severa recessione, con il prodotto interno lordo in pesante calo. Ma una ripresa già dall'anno prossimo. Crisi più lunga in Italia
A recessione finita AlixPartners stima che il livello di spesa si fermerà all'86% di quello precedente alla crisi. E sarà prudente anche la generazione dei baby boomer
L'aveva anticipato Draghi a Praga, lo conferma il bollettino di via Nazionale: "Il pil scende per il quatro trimestre consecutivo, ma alcuni segnali indicano una frenata della crisi". E l'Ocse sottolinea: "In Italia attenuazione del deterioramento dell'economia"
L’Italia è tra i paesi capofila dell’Ocse nel mostrare un tentativo di attenuazione sul ritmo di deterioramento dell’economia. Ocse: "Per l’intera area dei 30 stati membri ha segnato un nuovo calo di 0,6 punti dal mese precedente e meno 9,7 su base annua"
Trovato l'accordo con le Regioni: previsti aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni, mentre i centri storici e le aree protette non verranno toccate. Il premier: "Il piano muove 70 miliardi di euro". Entro 10 giorni il decreto
Nel 2009 i Paesi Ocse accusano una contrazione del 4,3%. Il 2010 si profila con un andamento "prevalentemente piatto". Male anche l'occupazione: bruciati 25 milioni di posti. La riluttanza delle banche a far affluire credito alle pmi costringerà 200mila imprese sane a uscire dal mercato