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Nella notte l’esercito israeliano ha intercettato e bloccato la nave Handala dell’organizzazione Freedom Flotilla Coalition che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza per portare cibo e beni di prima necessità alla popolazione palestinese. La nave era partita a metà luglio da Siracusa ed era la seconda che cercava di raggiungere la Striscia. La prima, la Madleen, era partita a giugno. Anche in quel caso l'imbarcazione era stata abbordata e bloccata dall'esercito dello Stato ebraico. La mossa di Tel Aviv ha scatenato polemiche politiche in Italia, con le opposizioni che chiedono al governo di attivarsi per preservare l'incolumità degli italiani a bordo della nave.

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Gaza, esercito israeliano blocca la nave di Freedom Flotilla

Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno diffuso domenica un video che mostra, secondo quanto riferito, lanci aerei di aiuti umanitari effettuati in coordinamento con organizzazioni internazionali. L’operazione è stata guidata dal COGAT, l’agenzia della difesa israeliana responsabile del coordinamento degli aiuti nei territori palestinesi. Secondo l’esercito israeliano, il lancio ha incluso sette pacchi contenenti farina, zucchero e cibo in scatola. L’iniziativa arriva dopo che l’esercito aveva annunciato l’inizio dei lanci aerei di aiuti nella notte tra sabato e domenica nella Striscia di Gaza, insieme all’istituzione di corridoi umanitari per i convogli delle Nazioni Unite, in seguito all’aumento delle segnalazioni di morti legate alla fame. Il comunicato diffuso nella tarda serata di sabato arriva dopo mesi di avvertimenti da parte di esperti sul rischio di carestia, dovuto alle restrizioni israeliane sugli aiuti. Le critiche internazionali — anche da parte di alleati storici di Israele — si sono intensificate, dopo che centinaia di palestinesi sono stati uccisi nelle ultime settimane mentre cercavano di raggiungere i punti di distribuzione del cibo. Il comunicato dell’esercito non ha specificato dove siano avvenuti i lanci o dove verranno attivati i corridoi umanitari. Ha aggiunto, però, che l’esercito è pronto a implementare pause umanitarie nelle aree densamente popolate. Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato, sempre sabato sera, che le pause umanitarie inizieranno domenica nei “centri civili” insieme ai corridoi umanitari. Le testimonianze da Gaza, intanto, sono drammatiche. Raid aerei e colpi di arma da fuoco israeliani hanno ucciso almeno 53 persone tra la notte e la giornata di sabato, la maggior parte delle quali — secondo funzionari sanitari palestinesi e i servizi di ambulanza locali — sarebbero state colpite mentre cercavano di ottenere aiuti. Alcuni operatori sanitari, così debilitati dalla fame, si sottopongono a flebo per continuare a curare i pazienti gravemente malnutriti.

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Gaza, un video dell'Idf mostrerebbe il lancio di cibo nella Striscia

Il sentimento di orrore genera un giudizio di ingiustizia. Il giudizio sul da farsi si impone come un imperativo. Qualunque siano le colpe dei padri di quei bimbi che vent’anni fa hanno affidato il loro destino ad Hamas, qualcuno porti loro del latte

Vittorio Feltri
Finché c'è Hamas non c'è speranza

La protagonista è la Marathon Petroleum Corporation, uno dei colossi americani della raffinazione. Nel 2021, l'allora ad Mike Hennigan scrive ai dipendenti per annunciare che una parte dei premi non sarebbe più stata legata soltanto a performance economiche o indicatori di sicurezza, ma anche al raggiungimento di obiettivi di "diversità"

Christopher F. Rufo
La meritocrazia spazzata via dalla follia woke

Olympic, Titanic e Britannic furono tre grandi navi al centro di altrettanti incidenti storici. A bordo di tutti e tre ci fu una hostess e infermiera, Violet Constance Jessop, che riuscì a sopravvivere sempre. Mentre l'incidente dell'Olimpic fu un evento di lieve entità, lo stesso non si può dire delle perdite umane di Britannic e soprattutto Titanic.

Angela Leucci
Olympic, Titanic e Britannic: le tre imbarcazioni al centro di tre celebri incidenti navali
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