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La prima sezione penale della corte d'Appello di Milano ha accolto la proposta di concordato tra le parti. Il filosofo dopo la sentenza: "Abbiamo fatto un concordato per un bene superiore"

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Dimezzata la condanna per Caffo: due anni per maltrattamenti

(LaPresse) “Abbiamo fatto un concordato, a volte bisogna cedere delle cose per andare avanti. Sono contento si sia chiusa oggi senza ulteriori anni di vita buttati e anche per un bene superiore che è quello della minore. La guerra fa male a tutti. È andata bene, abbiamo fatto un concordato per un bene superiore, oggi è una buona giornata. Chi vuole speculare speculi, ma intanto tutti i soggetti coinvolti possono andare avanti senza conflitti, la guerra porta guerra e io non voglio conflitti”. Così Leonardo Caffo al termine della sentenza d’Appello del tribunale di Milano che ha condannato il filosofo a 2 anni di reclusione per maltrattamenti, con sospensione condizionale, accettando il concordato tra le parti.

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Caso Caffo, il filosofo: "A volte bisogna cedere cose per andare avanti"

(LaPresse) - "Oggi verrà messo il suggello su perizie che peraltro sono state depositate e lette. Non sappiamo se il giudice concederà ai periti e ai consulenti di illustrare le proprie conclusioni, potrebbe anche evitarlo perché la documentazione ci è stata data per tempo. Il suggello su un dato probatorio già compiuto". Lo ha detto Libero Cataliotti, avvocato difensore di Andrea Sempio, prima di entrare in tribunale a Pavia per l'incidente probatorio sul delitto di Garlasco, quando, il 13 agosto 2007, fu uccisa Chiara Poggi. "La nostra linea è che pur avendo la dottoressa Albani fatto il possibile e lavorato egregiamente - ha affermato - c'è un vulnus di partenza cioè il fatto che il dato non è stato replicato con uguale risultato e questo rende la comparazione e cioè l'uso di quei reperti per identificare quantomeno la linea genitoriale rende il risultato giuridicamente inutilizzabile".

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Delitto Garlasco, legale Sempio: "Per noi Dna giuridicamente inutilizzabile"

(LaPresse) "Vuole manifestare il rispetto per l'autorità giudiziaria e credo che sia l'atteggiamento giusto da tenere, rispetto e interesse. Non entro nel merito, dobbiamo entrare e ogni parte deve fare il proprio dovere. Alberto anche all'uscita non rilascerà dichiarazioni, ci teneva a esserci". Così l'avvocato Antonio De Rensis che arriva a Pavia per l'incidente probatorio sul delitto di Garlasco insieme al suo assistito Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per la morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

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Delitto Garlasco, legale Stasi: "Ci teneva a esserci"
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