La ragazza non ha mai denunciato quello che si è poi rivelato essere il suo assassino ma raccontava ai conoscenti delle violenze, presenti nero su bianco anche su un referto ospedaliero
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La ragazza non ha mai denunciato quello che si è poi rivelato essere il suo assassino ma raccontava ai conoscenti delle violenze, presenti nero su bianco anche su un referto ospedaliero
Primi risultati dell'autopsia: fatali tre fendenti al torace. La Procura vuole far luce sulle mancate denunce nonostante ricoveri e referti
In tutta Italia casi di femminicidio con alert mai partiti. Roia: "Così non salviamo nessuno"
Da Mattarella alla Meloni: la condanna è unanime. E Storace: "Si ritirino tutte le querele al cronista"
Un chilo di esplosivo piazzato davanti a casa. Piantedosi innalza la "protezione massima"
Lente di Digos e Antimafia sulle inchieste di Mr. Report. Saviano: colpa del governo. E Lerner evoca i servizi
L’autopsia su Pamela Genini ha riscontrato oltre 30 coltellate sul suo corpo. Le violenze precedenti subite e l’ultimo messaggio mandato all’amico
Milano, 6 maggio 2009. Pasqualina Labarbuta si ferma su una panchina per la pausa pranzo. Pochi minuti dopo, una coltellata al cuore la uccide. Nessuna rapina, nessun movente, solo un uomo con un giubbotto bianco che fugge.Sedici anni dopo, il mistero resta: un solo fendente perfetto, un coltello sardo abbandonato nell’erba, una traccia di DNA che non porta a nessuno.Chi ha colpito Pasqualina? E perché proprio lei, quel giorno?L’analisi completa del giornalista investigativo Alessandro Politi è online sui social e i canali de IlGiornale.
Un boato assordante e gli abitanti di Campo Ascolano, Torvajanica, si riversano in strada. Una bomba piazzata sotto l’auto del giornalista di Report Sigfrido Ranucci esplode poco prima della mezzanotte davanti l’abitazione del reporter. Distrutte due auto, quella di Ranucci e della figlia, danneggiata un’abitazione confinante, detriti sparsi nel raggio di cento metri. Ranucci, da tempo sotto scorta, è stato interrogato per tutta la mattina dai carabinieri di Pomezia, coordinati dal pm Carlo Villani e dall’aggiunta Ilaria Calò del pool antimafia. Rilievi per chiarire la dinamica dell’attentato, la matrice e l’origine dell’ordigno rudimentale piazzato tra i vasi e fatto esplodere sul posto. Accertata, infatti, l’assenza di un timer o di un radicomando a distanza.
Il giornalista: "Mi sento tranquillo nel senso che lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi". Il conduttore di Report ha presentato denuncia presso la sede della compagnia dei Carabinieri di via Trionfale