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Esce oggi, 24 marzo il libro “Hai ancora paura. Ciò che ti ha salvato ora ti sta fermando" (Sperling & Kupfer), in cui la scrittrice ed esperta di etica della comunicazione Maria Beatrice Alonzi riflette sul ruolo che la paura gioca nelle nostre scelte e nelle nostre relazioni. La nostra intervista

Roberta Damiata
"La paura? Nasce per salvarci, ma può diventare anche un motore di gabbie"

L’omaggio di Simona Ventura: “Fai buon viaggio e grazie per le emozioni che ci hai regalato”. Morandi: "Collega di una vita, ti ho voluto bene da sempre"

Massimo Balsamo
Addio a Gino Paoli. Mogol: "Un caro amico". Salvini: "Un grandissimo"

Gino Paoli è stato uno degli artisti più rappresentativi della prima 'scuola genovese' della quale facevano parte Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi e di poco precedente a quella che si rinnoverà con Fabrizio De André. Nato a Monfalcone, in Friuli, il 23 settembre 1934, da una famiglia di origini toscane per parte di padre e giuliano-dalmate per parte di madre, ma è a Genova che i genitori si trasferirono quando aveva pochi mesi e al capoluogo ligure è sempre rimasto 'fedele'. Con la neonata casa discografica Ricordi incide nel 1959 i primi dischi, con poco successo nonostante fra i titoli figurassero brani come 'Sassì e 'La gatta' poi divenuti famosi e gettonatissimi. Come per De Andrè con 'La canzone di Marinella', anche per Paoli la svolta in senso di popolarità arriva nel 1960 con un suo brano inciso da Mina, 'Il cielo in una stanza', su proposta di Mogol, che scala le classifiche dei dischi. L'anno successivo conosce l'altra grande interprete della musica italiana, Ornella Vanoni, con cui instaura un lungo legame sentimentale e per la quale compone la canzone 'Senza fine'. È del 1961 invece la sua relazione con l'attrice Stefania Sandrelli - considerata al tempo scandalosa: lui sposato e in attesa di un figlio, lei minorenne - da cui nascerà Amanda Sandrelli, anche lei attrice.

Redazione web
Gino Paoli, il maestro della "scuola genovese"

Mores, origine ampiamente nobiliare, giovinezza nei collegi dei gesuiti, dove aleggiava un forte antisemitismo, e poi nell'esercito dove covava un fortissimo desiderio di rivalsa contro la Germania, incarnò con anticipo molte delle furie

Matteo Sacchi
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