Leggi il settimanale

Il Governo italiano ha lanciato a fine 2025 l’iniziativa “Italy for Sudan”. Il progetto, nato su impulso del Ministro Tajani, rappresenta un ulteriore passaggio nell’impegno umanitario dell’Italia a sostegno della popolazione sudanese, grazie ad un approccio integrato che vede il coinvolgimento del Sistema Paese, delle principali Organizzazioni umanitarie e della società civile. Un primo carico aereo di aiuti umanitari era partito lo scorso 25 dicembre e destinato a 2.500 studenti di scuole frequentate da figli di famiglie sfollate e gestite dalla Parrocchia di Port Sudan. Nel corso dello scorso weekend di Pasqua è stata distribuita una seconda tranche di aiuti con ulteriori beni alimentari di prima necessità. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del mese di aprile, con altre forniture di beni essenziali (tra cui tende familiari, teloni impermeabili, zanzariere, materassi, taniche e serbatoi per acqua, set da cucina e kit igienici) per un totale complessivo di circa 107 tonnellate di aiuti, destinati a 4.245 famiglie sfollate presenti in 31 campi nello Stato del Mar Rosso. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Governo italiano accelera su iniziativa 'Italy For Sudan', nuovi aiuti a Pasqua

Oggi scriviamo che la Salis aveva una convivenza con l'assistente Bonnin in una casa a Milano e ci sentiamo dare dei fascisti, retrogradi, nazisti. Ma il Giornale è stato il primo che ha chiesto di liberarla e che ha visto le manette prima che qualcuno trasformasse il caso di una donna italiana in una campagna elettorale politica per prendersi quattro voti

Tommaso Cerno
Sapete chi ha difeso per primo la Salis? Il Giornale. E oggi può chiederle chiarezza sul caso del suo portaborse

Operazione trasparenza, potremmo chiamarla. Tutti schedati. Pure i parenti dei parenti. Giù giù lungo l'albero genealogico di chiunque chieda selfie o anche solo sia presente in sala

Andrea Indini
Quei militanti intrisi di doppia morale

Negli anni '70, tra Kippur e Opec, e poi in Ucraina, con il gas russo, e ora nello stretto di Hormuz che abbiamo scoperto, nonostante gli esperti di geopolitica, che si può chiudere

Nicola Porro
Se l'autonomia energetica è il vero esercito
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica