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Un anno di sport: le vittorie (italiane) più belle del 2022

Il 2022 ha regalato grandi successi ai colori azzurri ma anche qualche delusione. Scopriamo tutto quello che è successo

Un anno di sconfitte ma anche di vittorie: gli ori del 2022 vinti dall'Italia
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Grandi delusioni, storiche imprese e successi inattesi: il 2022 è stato un anno di imperdibili emozioni per l'Italia. Una stagione sportiva conclusasi con il pezzo forte i Mondiali in Qatar, organizzati per la prima volta nella finestra autunnale.

La più grande delusione dell'anno è di sicuro l'assenza della Nazionale italiana da Qatar 2022. La squadra di Roberto Mancini dopo una cavalcata trionfale che l'aveva portata a vincere Euro 2020, complice una serie di risultati negativi, in ultimo la clamorosa sconfitta interna contro la Macedonia, manca l'accesso alla Coppa del Mondo, per la seconda volta consecutiva.

Non sono mancati però i momenti esaltanti, come la vittoria di Pecco Bagnaia nel Mondiale di MotoGP, il successo dell'Italvolley maschile ai Mondiali e il trionfo della Roma in Conference League. Proviamo adesso a ripercorrere tutto, con l'intento di riassaporare le bellissime emozioni già vissute e l'augurio che il 2023 sia ancora più florido di successi per lo sport italiano.

Atletica leggera

Si parte con i Mondiali indoor di Belgrado a marzo, dove Marcell Jacobs è medaglia d'oro nei 60 metri. Il campione olimpico vince la finale con il tempo di 6"41, battendo al fotofinish gli americani Christian Coleman e Marvin Bracy. Gianmarco Tamberi, invece conquista la medaglia di bronzo nel salto in alto, issandosi fino alla misura di 2.31. Davanti all'azzurro il sudcoreano Woo Sang-hyeok e lo svizzero Loic Gasch.

L'appuntamento più importante sono però i Mondiali di Eugene (Oregon), a luglio. Deludono sia Jacobs che Tamberi. Il velocista dà forfait prima della semifinale dei 100 metri per un infortunio alla coscia, Gimbo non va oltre il quarto posto fallendo l'assalto ai 2.35 metri. Gloria invece per il campione olimpico Massimo Stano, oro nella 35 km di marcia. Per entrambi la rivincita arriva agli Europei di Monaco di Baviera, ad agosto. Jacobs vince l'oo nei 100 metri, chiudendo la gara con il nuovo record di 9''95, davanti agli inglesi Zharnel Hughes (9''99) e Jeremiah Azu (10''13).

L'azzurro è il secondo italiano a vincere il titolo europeo nei 100 metri, 44 anni dopo Pietro Mennea che trionfò a Praga nel 1978. Trionfa anche Tamberi, l'unico saltatore a superare i 2.30, conquistando così il suo secondo oro europeo dopo quello di Amsterdam del 2016. Ma non solo anche Yeman Crippa si mette al collo una preziosissima medaglia d'oro nei 10.000 metri.

Calcio

Il successo nel calcio arriva grazie alla Roma di José Mourinho. I giallorossi vincono la prima edizione della Conference League, competizione che vede come partecipanti le seste classificate dei campionati europei. Un successo storico per la Roma, che non vinceva un trofeo europeo dalla Coppa delle Fiere nel 1960-61 e per l'Italia, la cui ultima affermazione in Europa risaliva alla Champions League dell'Inter nel 2010.

Il cammino dei giallorossi non è però privo di insidie. Iniziato ad agosto con i play-off contro il Trabzonspor, subiscono nei gironi una delle sconfitte più umilianti della loro storia. Un pesantissimo 6-1 contro i norvegesi del Bodo Glimt, quella che Mourinho definirà "la peggiore sconfitta della mia carriera". La squadra però non molla e supera i gironi. Dagli ottavi in poi, una volta allontanatosi l'obbiettivo Champions, la Roma si concentra solo su questo obbiettivo. In fila elimina Vitesse, si prende la rivincita con il Bodo Glimt, gli inglesi del Leicester fino alla finale col Feyenoord. Il 25 maggio a Tirana un gol nel primo tempo di Nicolò Zaniolo basta per stendere gli olandesi e riportare un trofeo nella Capitale dopo 14 anni.

Ciclismo

Protagonista assoluto della stagione è il pistard Filippo Ganna. L'8 ottobre al velodromo di Grenchen in Svizzera il ciclista di Verbania entra nella leggenda e stabilisce il nuovo record dell'ora, percorrendo 56.792 chilometri. Ganna migliora il precedente record del mondo che dal 19 agosto scorso apparteneva con 55,548 chilometri al britannico Dan Bigham. Ma soprattutto riporta il record del mondo dell'ora in Italia dopo 66 anni, dai 46,394 chilometri coperti da Ercole Baldini. Una settimana dopo, l'azzurro si ripete ai Mondiali di ciclismo su pista, a Saint Quentin en Yvelines (Parigi), conquistando la medaglia d'oro nell’inseguimento individuale, dove precede in finale un altro italiano, Jonathan Milan. Trionfo anche per Elia Viviani, medaglia d'oro nella gara ad eliminazione, che si conferma campione iridato precedendo il neozelandese Corbin Strong e il britannico Ethan Vernon.

MotoGP

Una delle gioie più grandi arriva dalle due ruote. Pecco Bagnaia diventa campione del mondo di MotoGP, dopo un duello fino all'ultima gara con il francese Fabio Quartararo. Il pilota torinese è il primo italiano in assoluto a riuscirci in sella alla Ducati, regalando alla casa di Borgo Panigale il secondo titolo piloti della storia a distanza di 15 anni da quello di Casey Stoner. L'ultimo italiano a laurearsi campione del mondo, invece, era stato Valentino Rossi con la Yamaha nel 2009, mentre scorrendo l’albo d’oro bisogna tornare addirittura al 1972 per trovare un italiano campione su moto italiana: Giacomo Agostini con la MV Augusta in classe 500. Eppure la stagione di Bagnaia in MotoGP era iniziata male, con quattro ritiri nei primi dieci Gran Premi e quattro piazzamenti fuori dal podio.

Alla decima gara, cioè a metà stagione, il campione in carica Fabio Quartararo aveva già 91 punti di vantaggio e sembrava avviato verso la conferma del titolo. Dalla sosta estiva, però, la situazione si capovolge. Bagnaia trova continuità e cancella quasi ogni errore, arrivando a recuperare complessivamente oltre cento punti su Quartararo (91 di svantaggio + 23 di vantaggio). Nessun pilota era mai riuscito a portarsi in testa alla classifica generale, e a vincerla, recuperando un distacco così ampio. In tutto questo la differenza la fanno anche le due moto, con la Yamaha che via via perde affidabilità mentre la Ducati, continua lo sviluppo riuscendo a sostenere Bagnaia con una moto diventata praticamente perfetta. Il 6 novembre è il giorno dello storico trionfo di Pecco Bagnaia.

Nuoto

La stagione inizia con i Mondiali di Budapest a fine giugno. L'Italia termina la rassegna iridata con il bottino di 5 ori, 2 argenti, 2 bronzi, chiudendo sul podio del medagliere del nuoto, con 9 medaglie complessive che valgono il terzo posto, dietro Stati Uniti e Cina. Gregorio Paltrinieri sconvolge tutti i pronostici della vigilia e arriva a un soffio dall'impresa nell'impresa nei 1500 stile libero. A meno di 40 metri dalla piastra stava viaggiando oltre il record di Sun Yang, anche se all'arrivo il crono di 14'32''80 è solo per due secondi sotto il record del mondo, mentre si intesta il primato europeo e quello tricolore.

Tutti le medaglie d'oro

  • Nicolò Martinenghi - 100 rana maschili
  • Thomas Ceccon - 100 dorso maschili
  • Benedetta Pilato - 100 rana femminili
  • Gregorio Paltrinieri - 1500 stile libero maschili
  • Thomas Ceccon Nicolò Martinenghi Federico Burdisso Alessandro Miressi - 4x100 mista maschile

Agli Europei di nuoto a Roma, ad agosto, in cui l'Italia ottiene risultati senza precedenti con il primo posto nel medagliere, aggiucandosi un totale di 72 medaglie (25 ori, 26 argenti, 21 bronzi) tra nuoto, nuoto di fondo, nuoto artistico e tuffi. Nel nuoto le più vincenti sono Simona Quadarella, oro negli 800 e nei 1500 stile libero, e Margherita Panziera, oro nei 100 e nei 200 dorso. Fra gli uomini, Thomas Ceccon vince quattro ori e due argenti, tra dorso, farfalla e staffette; Nicolò Martinenghi vince l’oro nella staffetta 4×100, nei 50 e nei 100 rana; Gregorio Paltrinieri — il capitano della nazionale dopo il ritiro di Federica Pellegrini — ne conquista uno in acque libere e uno negli 800 stile libero, oltre a un argento nei 1500.

Le medaglie d'oro

  • Alberto Razzetti - 400 misti
  • Margherita Panziera - 200 dorso
  • Thomas Ceccon - 50 farfalla
  • Nicolò Martinenghi - 100 rana
  • Simona Quadrella - 800 stile libero
  • Benedetta Pilato - 100 rana
  • Gregorio Paltrinieri - 800 stile libero
  • 4x100 stile libero maschili - con Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri, Manuel Frigo
  • Simona Quadarella - 1500 stile libero
  • Nicolò Martinenghi - 50 rana
  • Margherita Panziera - 100 dorso
  • Thomas Ceccon - 100 dorsoThomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Matteo Rivolta, Alessandro Miressi - 4x100 misti maschile

A dicembre l'Italia conclude il Mondiale in vasca corta di Melbourne con 16 podi complessivi, per un totale di 5 medaglie d'oro, 6 d'argento e 5 di bronzo, salendo sul podio del medagliere finale, alle spalle di Stati Uniti e Australia. Gregorio Paltrinieri diventa il primo nuotatore a vincere due volte i 1500 iridati in vasca corta e a fare due podi su doppia distanza, negli 800 e nei 1500 stile libero.

Le medaglie d'oro

  • Gregorio Paltrinieri - 1500 stile libero
  • Gregorio Paltrinieri - 800 stile libero
  • Staffetta 4x100 stile libero maschile Alessandro Miressi, Paolo Conte Bonin, Leonardo Deplano, Thomas Ceccon
  • Thomas Ceccon - 100 misti
  • Lorenzo Mora , Nicolò Martinenghi, Matteo Rivolta, Leonardo Deplano - 4x50 misti maschile

Pallavolo

Il 12 settembre è una domenica storica per lo sport italiano, con l'impresa arrivata dal taraflex della Spodek di Katowice. L'Italvolley vince 3-1 (22-25, 25-21, 25-18, 25-2) contro la Polonia e si prende l'oro mondiale dopo 24 anni da quello giapponese del 1998, conquistato allora dalla "Generazione di fenomeni" plasmata da Julio Velasco. Il gruppo azzurro non finisce più di stupire, visto che in poco più di un anno vince l'oro europeo, centra il 4° posto alla Volleyball Nations League e per finire si mette al collo un oro iridato che suggella il lavoro straordinario del coach Fefè De Giorgi.

Simone Giannelli disputa un torneo da miglior giocatore del mondo, chiudendo con 8 punti - cifra impressionante e senza senso per un palleggiatore - e orchestrando in maniera davvero divina il gioco degli Azzurri. Alla fine non è un caso se il giocatore di Perugia viene nominato Mvp e miglior palleggiatore del torneo. A lui si aggiungono l'essenzialità di un Daniele Lavia, la tenuta difensiva di Fabio Balaso, libero extra-lusso, le invenzioni di Alessandro Michieletto, abilissimo con palla staccata da rete. Senza ovviamente dimenticare il lavoro dei centrali, Gianluca Galassi e Roberto Russo insieme a Simone Anzani si dimostrano tutti insostituibili.

Sport invernali

Le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 non hanno tradito l'attesa. Sono mancati, forse degli ori, ma va in archivio una delle Olimpiadi più ricca di acuti e medaglie per la pattuglia di atleti azzurri capace di chiudere i Giochi con 17 medaglie, l'Olimpiade più ricca dai tempi di Albertville 1992. Dall'argento di Lollobrigida nei 3000 metri, all'impresa di Mosaner e Constantini nel doppio misto di curling fino alle imprese di Sofia Goggia in discesa libera e dell'infinita Arianna Fontana nello short track.

Leggendaria Arianna Fontana che conquista una storica medaglia d'Oro nello short track 500metri al termine di una gara pazzesca e vinta in rimonta. E diventa la quarta atleta italiana a conquistare la medaglia d'oro alle Olimpiadi invernali per due edizioni consecutive della manifestazione dopo Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Armin Zöggeler. Una settimana dopo la pattinatrice azzurra vince l'argento nei 1500 di short track. È il suo secondo argento, dopo quello vinto nel primo giorno di gare nella staffetta mista, e l’undicesima medaglia olimpica in carriera. Stacca così l'ex fondista Stefania Belmondo diventando l’atleta italiana più vincente nella storia dei Giochi olimpici.

Gloria olimpica anche per Stefania Constantini e Amos Mosaner, che conquistano la medaglia d'oro nel doppio misto del curling battendo in finale la Norvegia 8-5. 11 vittorie su 11 partite nel torneo olimpico, un percorso davvero clamoroso ed emozionante.

Tennis

L'annata tennistica ha visto i tennisti italiani grandi protagonisti nei tornei del circuito Atp. Partiamo da Matteo Berrettini. Il tennista romano ha vissuto una stagione altalenante, condizionata da numerosi infortuni e tanta sfortuna. Il momento migliore per lui arriva con i tornei sull'erba quando trionfa prima a Stoccarda in finale contro Murray poi concede il bis sui prati londinesi del Queen's, battendo Krajinovic. Alla vigilia di Wimbledon parte addirittura da favorito del torneo insieme a Djokovic. Tuttavia il giorno dell'esordio Berrettini risulta positivo al Covid-19 e si ritira di propria iniziativa dal torneo. Un incidente di percorso che lo fa precipitare al 15° posto in classifica.

Alti e bassi hanno contraddistino la stagione anche di Jannik Sinner. Nel 2022 l'altoatesino vince un solo torneo trionfando a Umago. Le emozioni più grandi per Jannik arrivano nei Grande Slam. A Wimbledon batte agli ottavi Carlos Alcaraz dopo una lunga battaglia al 5 set poi si arrende a Djokovic sempre al 5 set, con grande rammarico, dopo essere stato in vantaggio 2-0. Copione simile anche agli Us Open, quando cede ad Alcaraz, futuro vincitore del torneo e imminente numero 1 al mondo, dopo oltre cinque ore di gioco, fallendo un match-point, in quella che viene ritenuta la partita pià bella della stagione.

Esponenziale invece la crescita di Lorenzo Musetti, che vincendo i tornei di Amburgo e Napoli, sale fino al 23° posto in classifica. Chiusura invece su Lorenzo Sonego. Il tennista torinese vince il titolo sul cemento indoor a Metz ed è poi il protagonista assoluto della Coppa Davis, vincendo tutti i suoi incontri. L'Italia supera a sorpresa gli Stati Uniti, prima di arrendersi in semifinale contro il Canada. Una sconfitta che sa di occasione sprecata. Ma di sicuro la squadra guidata da Filippo Volandri proverà a rifarsi nell'edizione 2023.

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