La premier ha anche ringraziato il presidente della Repubblica per lo sprone rivolto ai più giovani
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La premier ha anche ringraziato il presidente della Repubblica per lo sprone rivolto ai più giovani
"Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle citta' ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perche' si sente più forte". Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine Anno. (Alexander Jakhnagiev)
"Leone XIV, a cui rivolgo gli auguri più affettuosi del popolo italiano, nei giorni di Natale, in prossimità della conclusione del Giubileo della Speranza, ha esortato a 'respingere l'odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione'. Ha richiamato alla necessità di disarmare le parole. Raccogliamo questo invito. Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)
"La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)
"Leone XIV - cui rivolgo gli auguri più affettuosi del popolo italiano - nei giorni di Natale, in prossimità della conclusione del Giubileo della Speranza, ha esortato a “respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione”. Ha richiamato alla necessità di disarmare le parole. Raccogliamo questo invito. Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi". Lo ha detto Mattarella nel discorso di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)
Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
"Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte", lo ha detto Mattarella nel discorso di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
"Si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore. La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno Quirinale (Alexander Jakhnagiev)
Come sempre, le parole del presidente della Repubblica si rivolgono a tutti gli italiani, ma non come a una cittadinanza indistinta, bensì all'individualità di ciascuno di noi per la Repubblica. Il nostro è un grande Paese, che ha bisogno di tutti e non può lasciare indietro nessuno. Il commento di Gabriele Barberis al discorso di Mattarella